Recensioni

Magnet Animals – Fake Dudes

Scritto da Fortunato Mannino

I primi strali sono per i soggetti che manipolano l’informazione e condizionano le scelte delle masse che, a loro volta, nella visione di Todd Clouser, sono egualmente colpevoli perché hanno rinunciato a pensare

La Musica, nonostante sia la più penalizzata tra le Arti, ci sta accompagnando in vari modi attraverso questo periodo di profonda incertezza. Lo fa tenendoci compagnia e infondendo ottimismo, indagando sugli effetti psicologici di questo tempo sospeso, raccontando come sono cambiati i rapporti tra le persone e non mancano album con una visione più ampia sul tempo presente. Uno di questi ultimi è Fake Dudes, secondo e corrosivo album dei Magnet Animals, band guidata dal chitarrista-compositore-poeta Todd Clouser.
Fake Dudes come il precedente è uscito per RareNoise Records e, come tutti gli album dell’etichetta anglo-italiana, si caratterizza per un mix sonoro che lo rende assolutamente non classificabile. La definizione migliore della band la dà lo stesso Todd Clouser: questa è una band istintiva che fa musica istintiva. Ci siamo lanciati in questa combinazione astratta di musica e parole, dovendo mettere insieme un mix di personalità diverse. Ascoltare Freak e Man and Machine per credere.
Le tematiche dell’album sono, invece, più definite e sviluppano riflessioni sulla società e sulla politica. La pandemia, infatti, nel mondo non è finita e non sappiamo ancora con certezza quali sviluppi avrà, ma è certo che lascerà profonde ferite sociali. Ferite su cui una mediocrazia sempre più sfrontata e prepotente sta costruendo il suo successo. Uno dei mezzi che ha portato al potere, in nazioni tradizionalmente democratiche, personaggi che definire equivoci è un eufemismo sono state le fake news e il titolo dell’album ne è un chiaro richiamo. I primi strali, dunque, sono per questi soggetti che manipolano l’informazione e condizionano le scelte delle masse che, a loro volta, nella visione di Todd Clouser, sono egualmente colpevoli perché hanno rinunciato a pensare. Le masse hanno barattato il loro senso critico e, aggiungerei, qualche libertà per finte sicurezze, per un effimero benessere e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Hell Is an Empty Place è un po’ l’essenza di quell’ipocrisia borghese, che trova sempre un ma a giustificazione delle proprie azioni. Tutto nero? Qualche spiraglio di luce c’è, a condizione che la crisi pandemica abbia insegnato qualcosa e che le nuove generazioni abbiano compreso che il loro futuro è in pericolo.
Fake Dudes è stato il primo a candidarsi tra i più belli del mio 2021.

Ufficio Stampa Pitbellula
RareNoiseRecords
Magnet Animals

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Fortunato Mannino

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