Recensioni

Luca Burgalassi – Come To My World

Scritto da Fortunato Mannino

Come To My World è uno dei figli di questo tempo sospeso

Che questo periodo storico sia tra i più complessi che l’umanità sta vivendo non c’è dubbio. Come non c’è dubbio che stia lasciando ferite profonde nell’animo e nella società. La Musica e più in generale le Arti hanno patito di più le restrizioni imposte da una politica che ha evidenziato tutta la sua mediocrità nell’affrontare una situazione drammatica. Gli ascolti di questo periodo non solo evidenziano una gran voglia di ricominciare ma anche quella di raccontare. Noto, infatti, in molti artisti la voglia di narrare e condividere quello che è stato il loro vissuto e le loro emozioni. Lo fanno in modi diversi, attingendo alla loro esperienza musicale, ma è evidente che il lockdown ha favorito l’uscita di molti album intimisti.
Come To My World è uno dei figli di questo tempo sospeso e porta la firma del cantautore e polistrumentista livornese Luca Burgalassi.
Come è facile intuire dal titolo, l’autore invita a seguirlo nel suo mondo interiore, nel quale non è difficile ritrovarsi. Le tematiche sono quelle della lontananza dai propri cari; la fratellanza che si ritrova spesso nei momenti più drammatici; le problematiche che nascono dalla convivenza forzata e che svelano l’impossibilità di essere sempre in completa sintonia con chi ti sta accanto. Tematiche comuni che Luca Burgalassi racconta in lingua inglese, attingendo al blues, al rock, al country e al folk, senza per questo ancorarsi a nessuno di questi generi e mantenendo un suo stile e una sua personalità.
Uno stile e una personalità musicale che il trasferimento in Virginia ha ulteriormente migliorato. Come To My World è, infatti, il suo quarto album ed anche quello in cui la ricerca sonora e l’uso di strumenti tradizionali hanno il loro giusto equilibrio. Un album che è stato ben accolto negli U.S.A. il che è già una garanzia e, da qualche ricerca fatta, sta ricevendo consensi in tutto il mondo. Un album intimista ma non pessimista e per questo mi piace chiudere questa recensione segnalando My Loving Babe: un brano allegro che racconta dell’amore e della cura dell’artista per la sua chitarra e della nostalgia per i concerti dal vivo. Una nostalgia che proviamo tutti e che ci auguriamo finisca presto.

Luca Burgalassi
Synpress Uffico Stampa

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Fortunato Mannino

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