Recensioni

Luca Bonaffini – Il Paracadute di Taccola

Luca Bonaffini ci regala un album elegante in linea con i tempi che viviamo e che ha come tema il rialzarsi dopo una caduta

Quando un artista arriva a firmare il sedicesimo album e ha al suo attivo pubblicazioni e collaborazioni importanti, le parole di chi scrive non possono che essere un mero esercizio di retorica. Anzi non se ne dovrebbe neanche scrivere, ma procedere direttamente con l’acquisto. Ma siamo consapevoli che il mercato discografico è cambiato, così come è cambiato il fruire della musica e, purtroppo, anche del fatto che vendite e qualità sono spesso due concetti antitetici. Dunque eccomi qui a presentare un album che non dovrebbe essere presentato: Il paracadute di Taccola di Luca Bonaffini.
Il cantautore mantovano ci regala un album in linea con i tempi che viviamo e che ha come tema il rialzarsi dopo una caduta. Cadute che sono inevitabili nella vita, cadute che non dipendono neanche totalmente dalla volontà di ognuno, cadute certe perché fanno parte del vivere. Non è un caso, dunque, che il titolo dell’album e il disegno che campeggia in copertina facciano esplicito riferimento a colui che per primo ha ideato il paracadute. Mariano di Jacopo detto il Taccola o l’Archimede di Siena fu un ingegnere e suoi scritti, studiati e letti con molta probabilità anche da Leonardo, evidenziano una genialità non indifferente.
Il paracadute è il filo conduttore esplicito e implicito dei quattordici brani che compongono l’album. Il paracadute di Taccola trova la sua dimensione oggi ma, come dichiara lo stesso Luca Bonaffini, la sua genesi risale al 2015 quando, in modo casuale, ho riscoperto negli archivi della mia libreria canzoni incomplete e ballate cominciate rimaste inconcluse, risalenti addirittura al gennaio 1985.
I protagonisti si muovono sulla scena di una vita che, in modo diverso, li ha prostrati e ne ha frustrato le aspettative, ma solo apparentemente sono dei vinti. Hanno trovato, infatti, la forza di rialzarsi e ricominciare.
Due i brani che amo particolarmente, Omero e La Perla Bianca. I due protagonisti sono molto diversi, ma condividono quel senso di solitudine che al secondo è imposto dalla morte della compagna di una vita e al primo dalle scelte / non scelte fatte. Entrambi però non cedono alla disperazione e allo sconforto e riescono a ridare un senso ai giorni.
Il paracadute di Taccola è un album che invita a guardare con ottimismo alla vita, anche se questa non esiterà nel momento in cui dovrà regalarci qualche sgambetto. Dal punto di vista musicale lo possiamo definire un album pop d’autore e, riprendendo le parole dell’autore stesso, aggiungiamo carico di suggestioni e rimandi. Dal mio punto di vista non posso che ribadirne l’eleganza.
Ad accompagnare Luca Bonaffini in questo sedicesimo album, uscito per la Long Digital Playing e distribuito da Believe Digital, ci sono Davide Vevey (chitarre acustiche ed elettriche), Francesca De Mori (vocalist e arrangiamenti corali) e Stefano Morselli (sax e fisarmonica). A questi si aggiunge Roberto Padovan che ha curato gli arrangiamenti ed è anche co-autore di alcuni brani. Va da sé che il messaggio implicito è da ricercarsi nel periodo storico che stiamo vivendo e la speranza è che se ne esca presto e migliori.

Luca Bonaffini
LC Comunicazione
Long Digital Playing

About the author

Fortunato Mannino

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