Sound&Vision

Lo Stato Sociale @ Arena Del Mare, Pescara

Giovanni Panebianco

Abbiamo assistito ad uno degli eventi più “caldi” di questa estate pescarese: il live de Lo Stato Sociale

Lontani i fasti della scampagnata ferragostiana, con il tempo che ci assiste come se ci odiasse, scegliendo proprio il 15 Agosto per scatenare fulmini e saette, io, in barba a lui e al suo caratteraccio, me la godo andando ad assistere ad uno degli eventi più “caldi” di questa già rovente (eccetto oggi, ricordiamolo) estate pescarese: il concerto de Lo Stato Sociale all’Arena del Mare. Già dal pomeriggio orde di giovani avevano invaso l’area intonando come un mantra i brani più celebri della band bolognese, in attesa del loro ingresso sul palco.
Ogni indugio è crollato alla prima nota di “Mi Sono Rotto Il Cazzo”, seguita da “Buona Sfortuna”, fortunato singolo (altro che malasorte) tratto dall’ultimo disco in studio Amore, Lavoro E Altri Miti Da Sfatare. E’ stata una condizione permanente in tutto lo show: ai successi più datati (“Sono Così Indie”, “Abbiamo Vinto La Guerra”) facevano da contraltare canzoni più recenti (“Socialismo Tropicale”, “Amarsi Male”), tutte indistintamente cantante a squarciagola dal pubblico, il cui fermento aumentava nel corso degli stage diving alternati da Lodo e Albi.
L’interazione tra la folla e il gruppo è da sempre un marchio di fabbrica dei concerti de Lo Stato Sociale, come loro stessi amavano sottolineare durante i diversi intermezzi che ci sono stati tra un pezzo e l’altro. Parlando di interventi, rimarco due momenti insoliti e toccanti che hanno stranamente pervaso di tristezza e interrotto l’atmosfera festosa dello spettacolo: i riferimenti alla tragedia di Genova e alla bruttissima vicenda di Federico Aldrovandi, ricordato con delle lettere in polistirolo a grandezza d’uomo che hanno composto la frase “Aldro Vive”.
Però lo show doveva continuare, nonostante tutto. E così Bebo ha dato il via a un medley che con un minutaggio risicato ripercorreva le tappe fondamentali della loro vita artistica: da “Amore Ai Tempi Dell’Ikea” fino ad arrivare a “Mai Stati Meglio”. Nonostante una fastidiosissima pioggia intermittente, i fans, provvisti o meno di ombrelli, non hanno indietreggiato di un millimetro, rimanendo sempre in pieno clima live. Come era pronosticabile, “Una Vita In Vacanza”, la canzone/tormentone che li ha portati al raggiungimento del secondo posto all’ultimo Festival di Sanremo, ha chiuso le danze, lasciando come strascichi solo i volti sorridenti e soddisfatti della gente presente.
Detto in altri termini: Avversità Atmosferiche 0 – Spensieratezza da Ferragosto 1.
Articolo e Fotografie di Giovanni Panebianco

 

About the author

Giovanni Panebianco

Giovanni Panebianco

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi