Sound&Vision

Lithio, Recensione e Report live

lithio
FG Music Photo
Scritto da FG Music Photo

Tornano alla ribalta i Lithio e lo fanno alla grande!

Presentazione in grande stile per l’ultima fatica dei Lithio, band fiorentina all’attivo da una quindicina d’anni.
La nuova line-up si presenta con un lavoro molto energico ed attuale, fatto di suoni rock molto duri e testi introspettivi.
Sul palco la band non lascia spazio a libere interpretazioni. Si prende la scena e la domina per tutto il set.
Daniele, e con lui tutta la band, è in gran forma e voglioso di raccontare il suo mondo, o meglio ancora, la sua personale visione di questo nostro pazzo mondo! La sua sensibilità nel raccontarsi attraverso le parole fa pendant con la rabbia che lo attraversa e che sprigiona dal palco del locale fiorentino. Una rabbia veicolata, controllata e direzionata verso i fruitori della sua musica.
Ed allora il concerto fila via liscio fin dall’inizio quando il tambureggiare ritmico invita allo show!
Welcome To The Show“, “L’Equilibrista” e “Fino A Ieri” rompono gli indugi con un ritmo indiavolato ed accendono la serata nel migliore dei modi!
La performance dei Lithio è convincente e coinvolgente, sotto al palco si canta e si partecipa attivamente. Segno che l’album, anticipato da ben tre singoli, colpisce nel segno. Daniele rende partecipe i presenti, raccontando qua e là la genesi di questo o quel brano, del suo rapporto con la musica ma, soprattutto, con la vita.
La chitarra di Marco fende l’aria carica di elettricità e riversa nel locale assoli di gran livello, la sezione ritmica è potente e precisa, Leonardo e Michele sono metronomi prestati all’arte delle sette note. Notevole l’assolo di batteria che Leonardo ci regala, deliziandoci oltremodo.
Sulle note di “Icaro” viene ripresa l’esibizione che, presumibilmente, diverrà il quarto videoclip estratto da “Shibuya“.
Line-up:
Daniele Scardina: Voce
Michele Colantuoni : Basso
Marco Melillo: Chitarra
Leonardo Mitidieri: Batteria
Articolo e Fotografie di Gigi Fratus.

Recensione di Shibuya
2019 – Bagana Records/Pirames International
La band fiorentina si ripropone al pubblico con un nuovo album denso di quelle sonorità metal che da sempre caratterizzano il loro sound, con la giusta e naturale evoluzione che rende la formazione guidata da Daniele Scardina estremamente attuale senza snaturarsi. L’album presenta una rinnovata line-up che certamente accresce le potenzialità e l’interesse verso il combo toscano. Chitarre distorte, ritmica eccellente con un groove pesante quanto ( e quando) serve. La voce di Daniele con il tipico timbro graffiato fa il resto. I testi, tutti a firma di Daniele, raccontano di un viaggio introspettivo importante vissuto durante il lungo soggiorno giapponese ( da qui il titolo dedicato al quartiere di Tokio, Shibuya”), ed il racconto è nudo e crudo, sincero, vero! La maturità delle liriche è un colpo nello stomaco violento per la sincerità con la quale il frontman si mostra al mondo. Un ruolo di fondamentale importanza nella scrittura di musiche e arrangiamenti, l’ha avuta poi il nuovo drummer, Leonardo Mitidieri, co-autore insieme a Scardina del canovaccio musicale che riempie i solchi di questo progetto. Le chitarre di Melillo ed il basso di Colantuoni danno forza e sostanza ai 50′ di rock/metal made in Italy. Altro punto di forza dell’album è la scelta della lingua con la quale dare voce alle musiche. Scrivere e cantare in italiano un genere complicato come il metal è certamente un altro punto a favore del lavoro fatto.
L’album si staglia su vette qualitative alte in tutti i brani con picchi di eccezionale intensità in “Fino a Ieri” dove le distorsioni della chitarra riempiono il sound con grande potenza. “Il grande inganno” vede sugli scudi la batteria che dà il tempo con precisione svizzera ed i cori che rendono accattivante un brano tipicamente Heavy. Non a caso quest’ultima è stata scelta come primo singolo per lanciare l’album.
Altro picco di produzione lo si ritrova in “La Dea della guerra” un pezzo che non sfigurerebbe nei repertori di ogni band che si rispetti. Come già sottolineato comunque tutto l’album è di pregevole fattura (“Icaro”, “La lunga strada” e “Welcome to the show” tra le altre) e merita certamente un ascolto approfondito ed accurato.

About the author

FG Music Photo

FG Music Photo

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi