Interviste

LITHIO – INTERVISTA

Andrea Agati
Scritto da Andrea Agati

Quello che sentirai ha una pre produzione curata nel più piccolo dei dettagli, cosa che ha richiesto una lavorazione molto lunga. A livello qualitativo ci sentiamo di dire che è il disco di cui siamo più soddisfatti, non tanto per i contenuti, ma proprio per la qualità della musica, del suono.

Martedì sera ho avuto il piacere di raggiungere via skype i Lithio, rock band fiorentina composta da Daniele Scardina (voce), Leonardo Mitidieri (batteria), Marco Melillo (chitarra) e Michele Colantuoni (basso).

Ciao ragazzi, piacere di conoscervi…vi do il benvenuto su Sound36!
Iniziamo con la classica domanda di rito: come vi siete conosciuti, cosa ha spinto Daniele a formare la band e cosa gli altri ragazzi ad entrare a far parte del progetto Lithio?

Daniele: La band è nata nel 2003 o 2004, non ricordo bene sono passati tanti anni (ride). Da ragazzini si ha il bisogno di sfogarsi, io lo facevo con uno stereo Philips, una chitarrina e una tastiera con i quali ho iniziato a registrare qualche multitraccia analogica, da lì poi ho iniziato a scrivere anche le canzoni. Negli anni ho cercato di coinvolgere le persone per un progetto ambizioso, senza seguire le mode del momento. Quello che scriviamo riguarda esperienze vissute molto personali e vorrei che fosse lo stesso per chi ci ascolta.
Ad esempio l’ingresso del batterista Leonardo è molto divertente, con la vecchia band gli feci un provino…che andò molto male, proprio molto male!
Leonardo: Dai precisiamo però che era un brutto periodo, ero stato scaricato dalla band precedente ed ero giù di morale.
Daniele: Suo papà allora ci scrisse e ci convinse a fargli un secondo provino, che andò meglio…era giovane, ma scommisi su di lui perché aveva talento.
Il nuovo album Shibuya è stato scritto da me, Leonardo e Davide Sestaioni, che però ha scelto un altro percorso di vita (è uno scienziato). Ed ecco quindi l’ingresso di Marco alla chitarra.
Marco: Sono con Lithio da un annetto, sono entrato nella formazione per la serietà dimostrata fin da subito e perché hanno le idee chiare, qualità che manca praticamente sempre nelle band.

So che venite tutti un po’ da generi musicali differenti, come vi organizzate coi testi e musica per accontentare i gusti di tutti? Soprattutto per il nuovo album?

Daniele: Il disco che è uscito fuori è stato “un parto” molto particolare. I testi e le melodie li ho personalmente scritti in Giappone dove ho vissuto per un anno, per questo il titolo Shibuya. Poi quando tornavo a casa a Firenze, in sala prove con la band si creava tutto lo scheletro del brano.
Quello che sentirai ha una pre produzione curata nel più piccolo dei dettagli, cosa che ha richiesto una lavorazione molto lunga. A livello qualitativo ci sentiamo di dire che è il disco di cui siamo più soddisfatti, non tanto per i contenuti, ma proprio per la qualità della musica, del suono.

E fra quanto posso correre in negozio ad acquistarlo?

Daniele: I due singoli “Il Grande Inganno” e “La Dea della Guerra” sono già sui principali stores digitali. Il disco uscirà nei prossimi mesi, ti anticipiamo che verrà presentato a casa, a Firenze, con una festa strepitosa a tema giapponese nella quale non mancheranno grosse sorprese. Non sarà solo un concerto, ma i tratterà di un vero e proprio evento. Come infatti ci insegnano i Muse, oltre ad essere un bravo musicista devi anche dare spettacolo alle persone…sarà qualcosa di veramente devastante.

A chi vi siete ispirati per il nuovo album?

Daniele: Siamo sicuramente influenzati dai panorami da cui veniamo, io ad esempio metto sempre un po’ di grunge nel cantato, ma poi fortunatamente ho un timbro caratteristico. Fortunatamente siamo riusciti ad essere sempre noi stessi, nonostante i vari background.
Shibuya ha un significato molto profondo, nasce da un mio gesto estremo, quando ho tentato di togliermi la vita a fine agosto 2017…Il primo singolo Il Grande Inganno racconta quella notte.
Con la stampa ci sono voluto andare piano, ma sui canali social non mi sono limitato a parlare di quello che è successo. È stato un momento molto pesante della mia vita, ma da lì è nato poi tutto.
La Dea della Guerra (secondo singolo già estratto) parla della donna che mi ha salvato quella sera, una ragazza giapponese che poi quando mi ha lasciato mi ha distrutto.
Sui testi, di cui sono molto geloso, cerco di non essere troppo personale, non scendo in dettagli perché voglio che chiunque possa immedesimarsi e vedere la propria vita in quella canzone.
Tutto il disco parla di un percorso, La Lunga Strada parla del tragitto che fatto per arrivare a questo momento, il perché sono ancora qui a raccontare. A 40 anni capisci cosa è stato sbagliato e di cosa hai bisogno, non si torna indietro sulle scelte…ho difatti scritto di rimpianti fino ad arrivare a L’Equilibrista (che doveva essere anche il titolo dell’album).
Ringrazio i ragazzi della band che ho con me, che vivono la mia storia e che sono riusciti ad immedesimarsi in quelle che erano le mie sofferenze, perché mi vogliono bene e perché siamo i Lithio.
Quello che voglio far capire è che non è stato un errore, è stata una parte di una cosa successa…essere qua a parlare con te, fa capire che la vita ti dà altre opportunità per andare avanti, anche se non è tutto apposto.
Il messaggio che voglio lasciare è proprio questo: non fermarsi mai al momento del gesto, ma al momento dopo…è passato, tiriamo le somme e rimettiamo le cose apposto.

Mi piace che cantante in italiano, è difficile trovare band col vostro sound mantenere la loro lingua madre. Come è stato portare le vostre canzoni nel tour in Russia? Vi aspettavate questo successo?

Daniele: Sì è una cosa a cui teniamo molto. Cantare in italiano all’estero ci ha stranamente avvantaggiato, le band italiane che vanno in tour in Russia cantano in inglese… l’italiano ci ha fatto permesso invece di risultare molto interessanti, tant’è che abbiamo fatto diversi sold out! Non ci aspettavamo una risposta così grossa, soprattutto perché abbiamo fatto il tour nell’est della Russia, verso il Kazakistan.
È andata così bene che ci hanno riconfermato un’altra decina di concerti per la fine dell’anno, di cui sveleremo tutto molto presto! Va davvero alla grande, fino a fine 2019 faremo oltre 40 date!

Cosa vi ha lasciato questa esperienza, sia a livello personale che di idee per il futuro della band?

Daniele: Il primo obiettivo del tour è stato diventare una famiglia. Questi viaggi sono estenuanti, facevamo 1000 km al giorno in furgone, suonavamo, ci si ubriacava e passavamo la notte a divertirci viaggiando poi di giorno.
Al di là del fattore commerciale, a livello umano ci ha cambiato, se già prima avevamo un forte rapporto di amicizia, questo viaggio l’ha rafforzato, facendolo diventare un rapporto fraterno.
Alla quinta data avevamo qualche band in apertura, ma ci siamo presi il palco come andava fatto. Fortunatamente già alla prima data abbiamo fatto “tutto esaurito” e avere, dopo 20 minuti, tutto il locale pieno di russi che saltano e cantano, ci ha dato una forte fiducia e ci ha reso consapevoli di come sono diverse le cose rispetto all’Italia.
La cultura musicale media italiana lascia un po’ a desiderare, nel nostro genere poi, la gente non si ferma ad ascoltare un concerto, non condivide, non ne parla e non supporta.
Se un progetto come il nostro riesce a superare queste difficoltà, potrebbe poi portarsi dietro altri 100 progetti, ma questo non viene capito. Nel nostro, aver fatto 20mila visualizzazioni del video de Il Grande Inganno è sintomo che il materiale è funziona e che la gente apprezza. Quindi, dritti e determinati per la nostra strada!

Bene ragazzi…grazie per il vostro tempo!
Rimane solo che vederci a Firenze per il release di Shibuya!

Daniele: Grazie a voi per il tempo e lo spazio dedicatoci!

About the author

Andrea Agati

Andrea Agati

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi