Recensioni

Libertango5tet – Point Of No Return

Scritto da Fortunato Mannino

I Libertango5tet sono tornati e questa è la bella notizia per noi e soprattutto per la Musica

Quando si entra a far parte di un web magazine libero e stimolante come quello di SOund36, s’intraprende un affascinante viaggio in generi e realtà, che scardinano molte delle certezze che si crede di avere. Dall’incontro con generi diversi da quelli soliti, s’impara ad andare oltre il settorialismo ma, soprattutto, ci si accosta ad un panorama musicale totalmente diverso da quello che i media impongono. E se da un lato ci si rallegra per l’arricchimento avuto, dall’altro ci si rende conto di quanto l’intera nazione perda in termini di qualità di ascolti e di quanto sia difficile per un musicista vivere della propria arte.
La storia dei Libertango5tet è sia la prova provata di quanto scritto che la dimostrazione che valori e qualità alla fine trovano il modo per riemergere. Ed eccoci qui oggi, infatti, a raccontare, dopo diciotto anni di silenzio discografico, del ritorno della band catanese. Band forte di due album, di un sound e di una tecnica che l’ha vista protagonista sui palcoscenici jazz dei più importanti festival europei e nazionali ma che, per motivi vari e contingenti, è stata costretta a un lunghissimo silenzio. Un silenzio squarciato dalle dieci nuove composizioni di Point Of No Return e dal quel forte legame umano che spinge i membri della band a riunirsi e a impegnarsi a non tornare indietro e a continuare a proporre la propria musica. Il senso del titolo è proprio è questo e questa scelta non può che far bene alla musica. E se il titolo dichiara gli intenti, molto racconta anche il nome del gruppo. Ai più sarà apparso evidente l’omaggio che il nome della band rende al genio musicale di Astor Piazzolla, ma il vero senso di questo tributo è nella musica. Musica che fa tesoro della lezione del maestro italo-argentino e ne prosegue l’evoluzione, contaminando il tango, genere di per sé pregno di emozioni e sentimenti, sonorità jazz, mediterranee, bossanova e non solo.
Diciotto anni sono tanti ma per l’arte è il tempo dell’arricchimento e della riflessione e Point Of No Return, se confrontato con i precedenti, ne è la dimostrazione. In I’ll be there Francesco Calì, fondatore del gruppo insieme a Gino de Vita, inserisce la TRP Studio Orchestra, un gruppo d’archi di dodici elementi. A completare le sonorità agrodolci del brano il sassofonista Cristiano Giardini.
Il vuoto lasciato dalla perdita di una persona cara, il ritrovarla nei piccoli gesti quotidiani è la storia alla base del brano più evocativo dell’album che, non a caso, è anche quello su cui è stato ideato il video anticipatore dell’album. La musica di Point Of No Return, come si legge in copertina, vuol essere specchio di quella meravigliosa complessità che è la vita stessa e ciò regala all’album stesso una gran varietà di colori. Da uomo del sud non posso terminare questo articolo senza citare Mal D’Afrique, brano che racconta tutta la bellezza e le suggestioni del bacino di un Mediterraneo che, purtroppo, è sempre più spesso teatro di tragedie, che sembrano non aver mai fine.
I Libertango5tet sono tornati e questa è la bella notizia per noi e, soprattutto, per la Musica.

Libertango 5tet
BlueArt Promotion
Stefano Dentice
RTP Music

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Fortunato Mannino

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