Recensioni

Le Corde Oblique – The Stones Of Naples

Il percorso artistico delle Corde Oblique non è sceso a compromessi con le mode e, nel tempo, il gruppo si è costruito in Italia e all’estero un pubblico attento e raffinato che non si accontenta di un fugace ascolto su internet

Raccontare una città, i suoi chiaroscuri e la sua storia, non è sicuramente facile. Se poi la città in questione è Napoli tutto è decisamente più difficile. Una città dalla bellezza sfuggente a cui madre Natura ha regalato paesaggi meravigliosi e una Storia millenaria ha arricchito di monumenti meravigliosi. Entrambe, infine, hanno forgiato il carattere e la personalità dei suoi cittadini.
Non mancano i cantori di questa città che, come più volte ho scritto, vive un fermento musicale che meriterebbe maggiore visibilità, ma è difficile pretenderla dal paese dei talent e degli stereotipi.
Una delle band a cui sono più affezionato è che album dopo album accresce la sua fama internazionale è Le Corde Oblique. Band che ruota attorno alla figura di Riccardo Prencipe e che in un tormentato 2020 ci ha regalato due album importanti: The Moon is A Dry Bone e The Stones Of Naples.
Del primo posso solo ribadire che è un capolavoro che non dovrebbe mancare nelle migliori collezioni di dischi. Il secondo è la ristampa dell’album del 2009 riproposto in un’elegante formato digipack e arricchito di due brani live.
Il titolo dell’album riprende quello del libro della storica dell’arte Caroline Bruzelius e con esso ne condivide la visione: il passato di un luogo è presente e futuro del luogo stesso. Le pietre parlano a chi sa ascoltare e quello che Riccardo Prencipe con la sua band fa è dar loro voce. La voce è quella dell’anima, che tutto trasfigura e che racconta e si racconta attraverso parole lievi, regalando paesaggi eterei e onirici.
Una costante questa della lirica di Riccardo Prencipe che, ricordiamolo, oltre ad essere un cesellatore di parole e grande chitarrista, è insegnante di Storia dell’Arte e, dunque, conosce bene le bellezze palesi e nascoste del suo territorio. Non è un caso, dunque, che quasi tutti i brani presenti sul libretto interno siano preceduti da una frase di un artista o di un critico d’arte o di uno scrittore.
Tra i brani che al meglio sublimano queste sue doti ci sono La Città Dagli Occhi Neri, brano dedicato alla sua città e Venti di Sale, nata guardando il porto di Torre Annunziata.
Un viaggio nella memoria presente intesa come identità di un popolo, come Cultura, come Bellezza da salvaguardare e, soprattutto, tramandare.
In un momento critico come quello che stiamo vivendo la scelta di ristampare un album del 2009 può sembrare azzardata ma la condivido in pieno e per diversi motivi. Il primo, più evidente, è che solo gli sciocchi appongono una data di scadenza alla Musica. Il secondo è che in un momento storico in cui la società sembra essersi ancor più abbrutita, la Cultura e la Bellezza rappresentano l’unica speranza per risalire la china.
Il terzo, decisamente più pratico, è che alla fine l’Arte ripaga. Il percorso artistico delle Corde Oblique non è sceso a compromessi con le mode e, nel tempo, il gruppo si è costruito in Italia e all’estero un pubblico attento e raffinato che non si accontenta di un fugace ascolto su internet e che ha quasi preteso la ristampa dell’album. Un disco elegante, poetico che consiglio vivamente di far vostro prima che le 400 copie si esauriscano.

Riccardo Prencipe: https://www.facebook.com/riccardoprencipe

About the author

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi