Roma ha riabbracciato una delle voci più intense e particolari del pop d’autore italiano. Nella cornice intima e prestigiosa del Teatro Sala Umberto, L’Aura ha portato in scena una data speciale del suo tour 2026, concepito per celebrare i vent’anni di Okumuki, l’album d’esordio che nel 2005 la rivelò al grande pubblico come una vera “enfant prodige” della musica.
Accompagnata dai raffinatissimi GnuQuartet, L’Aura ha trasformato il palco in un salotto onirico. La scelta del quartetto (violoncello, violino, viola e flauto traverso) ha permesso di spogliare i brani dalle loro vesti elettriche originali per rivestirli di un’eleganza cameristica che esalta la sua timbrica vocale, capace di passare da sussurri angelici a graffi rock in pochi istanti.
Seduta al pianoforte o in piedi al centro del palco, L’Aura ha confermato una maturità artistica straordinaria. Tra un brano e l’altro, l’artista ha condiviso aneddoti sulla genesi di Okumuki, ricordando come quel disco sia nato tra l’Italia e gli Stati Uniti, influenzato da suggestioni folk e sogni adolescenziali che oggi, a distanza di due decenni, conservano intatta la loro freschezza.
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