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L’antologia di Luca Faggella: passato e futuro

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Scritto da Red

Si misura col tempo e con il suono la vita di un artista? Forse. O forse si misura anche con l’energia che ancora ha da dare ai suoi sogni. Certo è che di tutto questo e di molto altro ancora si parla nel nuovo disco di Luca Faggella che vuol essere un’antologia della sua carriera fin qui vissuta, un lavoro che parla di chi è stato e di cosa sarà. Si intitola – senza guizzi di fantasia – “Discografia: Antologia di canzoni (1998-2015)” pubblicato da Goodfellas ed è un viaggio in 17 anni di vita discografica dell’artista livornese che, con l’occasione ghiottissima, ci regala anche 6 inediti davvero preziosi. Diversi gli ospiti presenti, da Max Gazzè nel brano “Vipere” tratto dal disco “Tradizione Elettrica” del 2012 fino ad Elisa Arcamone che duetta con Fagella nel brano che apre la tracklist dal titolo “Tempo”, inedito di lancio di tutto il lavoro che si correda di un bel video diretto da Luca Dal Canto. Il percorso di ascolto si snoda in queste 19 tracce, un disco molto ricco, forse troppo che avremmo preferito avesse una logica più popolare nella sequenza dei brani scelti e alternati con gli inediti. Di sicuro la cosa davvero interessante è capirne l’evoluzione spirituale di Faggella che dalle sue interpretazioni di Piero Ciampi, presentate nello spettacolo del 1997, diventa metropolitano e industriale in questi nuovi brani. Interessante l’evoluzione sonora quanto quella di scrittura. La prima si dirige verso una forma meno pop e più elettronica e qui lascio cadere l’attenzione sul brano (inedito) “Hourglasses” che Faggella canta con Suz: un brano che potrebbe benissimo essere uscito da un disco della cantante bolognese per quanto in linea con certi schemi. La seconda si fa più introspettiva nel passare del tempo e dell’esperienza: si passa dalle scanzonate ballate come “A tu per tu” (tratto dal disco “Fetish”) o dalla balcaniza “La Strega” (tratto dal disco “Tredici canti”) ai ritmi scuri e metropolitani della bellissima “Tempo” o la stranissima “Cervellaccio”. Di sicuro anche la produzione subisce il passare del tempo e qui il futuro di Faggella sembra avere idee di rivoluzione digitale che ci intrigano e non poco. E come di consueto restano numerose curiosità dietro le quinte dello spettacolo, le vere decisioni che hanno governato scelte e direzioni, come sapere il perché di certi brani piuttosto che di altri, il perché un’antologia con 6 inediti e tanto altro ancora…Insomma, un foglio bianco ricco di cose nuove che non ha proprio l’aria di un momento per tirare le somme ma solo uno spiazzo in cui fare una brevissima sosta. Concludendo, per gli amanti del genere e del nome, pensavo di dire che il Giorgio Baldi che avevamo conosciuto in “Tradizione Elettrica” ha messo zampini molto incisivi nel futuro di questo grande cantautore toscano. Staremo a vedere.

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