Sound&Vision

L’Alchimia del Respiro: Joe Lovano e il rito sacro di Armonie d’Arte

Scritto da Roberta Cricelli

A volte capita che il tempo, nel suo incedere frenetico, trovi finalmente un luogo dove fermarsi. È accaduto la sera del 3 luglio, sotto la volta celeste di Soverato (CZ); tra il silenzio vigile degli alberi dell’Orto Botanico, la ventiseiesima edizione di Armonie d’Arte Festival  ha spiegato le vele per tornare verso un luogo che ha eletto casa. Qui, dove la terra incontra il respiro, la musica ha smesso di essere un oggetto da osservare per trasformarsi in un’esperienza vissuta, un ponte invisibile capace di unire il battito del cuore alla vastità dell’orizzonte.

Al centro di questo tempio a cielo aperto, il progetto “Explorations” si è fatto spirito e corpo. A guidare la danza è stato Joe Lovano, un titano del sax tenore che abita la storia del jazz con la saggezza di chi ha trasformato il proprio strumento in un’estensione dell’anima. Lovano interroga l’aria, la scolpisce, lasciando che le note fluttuino come polvere di stelle sospese tra la memoria dei grandi maestri ( da Coltrane a Davis), passando per l’eleganza immortale di Bennett e l’urgenza febbrile del presente.

Accanto a lui, un quartetto, una costellazione in perfetto equilibrio gravitazionale. Antonio Faraò, al pianoforte, ha trasformato la tastiera in un diario di bordo: ogni accordo, ogni cascata di note, era una pennellata di infinita raffinatezza, un controcanto che dialogava con le ombre e le luci dell’Orto Botanico. Ira Coleman, al contrabbasso, ha offerto la solida roccia su cui poggiare i sogni, garantendo una profondità tellurica capace di radicare il suono alla terra, mentre Johnathan Blake, alla batteria, si è fatto battito del cuore, un demiurgo della scansione temporale che ha saputo infondere vita anche nel silenzio, trasformando il ritmo in pura poesia cinetica.

La serata è stata un viaggio senza mappa, un flusso ininterrotto dove il lirismo più rarefatto cedeva il passo a improvvise, luminose esplosioni di energia. Ogni brano era un paesaggio che mutava colore sotto lo sguardo dell’ascoltatore; non c’era distinzione tra l’opera composta e l’istante vissuto. È apparso evidente che il quartetto respirasse all’unisono, in un atto di creazione collettiva così intenso da rendere ogni singola nota un dono, un evento unico e irripetibile consegnato a una platea partecipe, avvolta dalla magia di un clima ideale.

Il culmine di questo incanto si è raggiunto nel bis finale: un dialogo nudo, spogliato di ogni artificio, tra il pianoforte e il sax. È stato lì che il tempo si è fermato, sospeso nell’intensità di un’emozione che ha risuonato ben oltre le mura del giardino, trasformando la musica in una carezza collettiva che ha riconciliato gli animi.

A sigillare il senso profondo di questa inaugurazione sono giunte le parole della direttrice artistica Chiara Giordano, che come un’invocazione hanno tracciato il solco del festival e dei suoi APPRODI lungo le “Nuove Rotte del Mediterraneo”.  

«In un tempo segnato dalla frammentazione e dal conflitto, noi scegliamo la mitezza. Scegliamo la bellezza non come ornamento, ma come atto politico di resistenza e guarigione. L’armonia è una forza generatrice, un balsamo che ci permette di ritrovarci. Armonie d’Arte nasce in questo spirito: affinché lo spettacolo dal vivo rimanga, sempre, il luogo sacro dell’incontro, dove l’emozione diventa autentica condivisione».

Soverato si è svelata, accogliendo il primo respiro di un’estate che si preannuncia come una danza tra le arti. Il cammino di Armonie d’Arte prosegue ora lungo sentieri multidisciplinari: il 10 luglio, con la sollecitazione  di “K R 7 0 M 1 6 – N A U F R A G O S E N Z A N O M E”, e il 12 luglio, con l’intensità di “NON CHIAMATELE STREGHE – Donne di lirica nella parola contemporanea”. Nuove tappe di un viaggio che continua a interrogare il presente attraverso la luce, in attesa di scoprire quale altra bellezza ci attenda, pagina dopo pagina, in questo libro a cielo aperto.

Per chi desidera smarrirsi ancora tra le trame di questo racconto sonoro, il programma completo e ogni dettaglio sono custoditi su www.armoniedarte.com e attraverso i canali social dedicati.

 Per le suggestioni e le immagini si ringrazia l’Ufficio Stampa del Festival: Anna Trapasso

Galleria Fotografica: Massimiliano Natale

About the author

Roberta Cricelli

Nata a Catanzaro. Classe 1995. Si diploma al Liceo delle Scienze Umane “E. Fermi” di Catanzaro. Si laurea in Sociologia all’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo all’Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista scrive per: la redazione catanzarese de “Il Quotidiano del Sud” , il mensile “Catanzaro City Magazine”, cura la rubrica “Riflessioni allo specchio per “Catanzaro Informa” ed alcuni sui articoli scientifico- divulgativi sono presenti su “Sociologicamente.it”, collabora con l’associazione culturale “ Calabria Contatto”, cura insieme alla poetessa Doris Bellomusto dei contributi per il blog di Radio Ciak e si diletta tra pensieri in versi e in prosa.
Nel 2014 vince una Borsa di studio nell’ambito dell’iniziativa “Pace e Dialogo con le Nuove Generazioni” promossa dal Rotary Club Distretto 2100 per il saggio “L’eterna esigenza dell’uomo”. Nel 2018 è tra i poeti selezionati nell’ ambito della VII edizione del premio “Alda Merini” promosso dall’ Accademia dei Bronzi di Catanzaro per far parte dell’antologia “Versi per Alda” con la poesia “Fenice”. Ad Aprile 2019- Si classifica al PRIMO POSTO al concorso “Calabria in Versi 2019” indetto da “Calabria Contatto” con la poesia “Radices” contenuta nel booklet omonimo del concorso insieme al componimento “Gea- Madre Terra” ed entra a far parte della giuria di qualità delle successive edizioni nella sezione Poesia e del team associativo. A luglio 2019- Il componimento “Intensa- Mente” è tra le opere selezionate nella I edizione del concorso Nazionale di Poesia "Dantebus”. A settembre 2019- Il componimento “marzo” viene inserito nel Calendario 2020 de “L'Albero di Kery ONLUS” nell’ambito del primo concorso di poesia “Rime tra gli alberi” dalla stessa indetto. A giugno 2020- Il componimento “Risacca” è tra le opere selezionate come finalista web nell’ambito del contest “I corpi e i luoghi” indetto dall’ “Accademia Mondiale della Poesia” A luglio 2021- Si classifica al TERZO POSTO alla I edizione “Premio Nazionale di Poesia La Masnada” sezione poesia inedita. Da agosto 2021-Redige recensioni su volumi a tema calabro o di autori calabri per la rubrica “Calabria Libri” sulla piattaforma calabriacontatto.it. A novembre 2021- Cura la prefazione della silloge “In 7 parole” di Italo Cirene (VJ Edizioni). A dicembre 2021 Il componimento “L’acrobata” è pubblicato nel volume “Avvocati. Ritratti di una professione” di Gianluca Bellacoscia (YoucanPrint). A Maggio 2022- ll componimento “a(Essenza)” è selezionato per la pubblicazione all’interno della collana di autori vari “Libro Verde (IVVI Editore).

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