Recensioni Soundcheck

La Governante – La nouvelle Stupéfiante

Pierpaolo de Flego

canzoni che con spirito musicalmente onnivoro traducono in suono immagini sparse tra allucinazioni, ricordi e realtà

Il buio, l’oscura parte dei ricordi e la loro malinconia, lo strano presente, le frasi non ancora finite e che non finiranno mai, gli attimi sospesi; trame blu scure o di plastica nera, illuminate appena da luci squisitamente artificiali, anni ’80 ancora vivi ma di vita nuova. Ecco, l’album “La nouvelle Stupéfiante” dei siciliani La Governante è tutto questo, e per tutto questo convince chi lo ascolta.
Un gran bel disco pop perché il pop lo ridisegna a suo modo: tra schitarrate impetuose e nervose e beat semplici, scarni e inequivocabilmente sintetici, tra sogni e ragioni, tra suoni definiti e rumori vicini e lontani. Un album che sfiora con acume i Cure, il synth pop glaciale degli eighties, il grunge di Seattle, il post rock dei Mogwai, le atmosfere psichedeliche e ultraterrene e i pedali sporchi dei Sonic Youth. Il tutto inserito sorprendentemente bene su versi in italiano, carichi di sentimento, di passione e, a volte, anche di disperazione. Un risultato che si traduce in un panorama di influenze e innovazione perfettamente conviventi.
“Finché puoi tu balla” apre il disco con forza e lo porta verso spiagge di antichi successi dark pop e new wave, con una straordinaria inclinazione onirica e quella disincantata malinconia nelle parole, propria di chi nel terzo millennio lascia ancora spazio all’importanza che ogni dettaglio apparentemente banale può vantare. La parte più rock e ruvida del disco è ben riuscita, ma ancor di più quella lenta e atmosferica. Lo testimonia “Illusi per niente”, pezzo molto trascinato e profondo, downtempo, tra chitarre lunghissime, synth e sogni infranti; lo testimoniano anche le due tracce conclusive, “Noi surreali” e “Di profilo”, canzoni che con spirito musicalmente onnivoro traducono in suono immagini sparse tra allucinazioni, ricordi e realtà.
Il capolavoro del disco è però la traccia numero 2, “Debacle”: arpeggiatori, suoni spezzati e chitarre taglienti delineano un paesaggio denso di rumori, e fanno crescere di secondo in secondo la splendida disillusione, esasperata con delicatezza ed eleganza nell’estasi di archi finale; un pezzo che si fa ascoltare con attenzione e riascoltare non appena finisce.
“La nouvelle Stupéfiante” è, dunque, un disco molto ben riuscito, congegnato nella contemplazione della musica che c’è già stata ma facendola risuonare in un modo diverso, nuovo, fresco. Un album che non si può definire allegro, ma nemmeno pesante o lamentoso. Anzi, è pieno di sogni, pieno di suono: è un disco forte di idee, di songwriting e ricerca. Un lavoro che descrive i La Governante come uno degli episodi senz’altro più avvincenti della storia della musica italiana attuale.

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