Recensioni

Kathryn Williams & Anthony Kerr – Resonator

Un disco minimale, suadente e dalle atmosfere raffinatissime. Un disco non solo buono ma anche discretamente originale

Una voce calda e vellutata e un vibrafono dai toni liquidi e ispirati sono gli ingredienti su cui si basa questo buon lavoro del duo Kathryn Williams e Anthony Kerr. Resonator, questo il titolo dell’album, propone dieci classici pezzi da sogno tratti dal grande songbook americano composto da standard del jazz “sempreverdi”.
Un disco non solo buono ma anche discretamente originale, ci è parso, dato il “rivestimento” musicale fornito a ciascuna delle canzoni dal particolare organico di strumenti con cui la musica è stata eseguita (voce, vibrafono, tromba, sezione ritmica, e poco altro). Un disco minimale, suadente e dalle atmosfere raffinatissime.
Il sodalizio tra i due musicisti britannici (Kathryn Williams, nativa di Liverpool, classe 1972, è una cantante folk di grande esperienza – dieci i dischi da lei pubblicati dal 1999 al 2015 – e con un background di collaborazioni notevoli piuttosto nutrito; Anthony Kerr, votato giovane musicista jazz dell’anno nel 1995, è considerato tra i migliori vibrafonisti jazz in circolazione e può vantare collaborazioni e registrazioni con molti personaggi di spicco della scena musicale anglosassone) non poteva dare risultati migliori: Resonator è un disco godibilissimo, a voler considerare la leggerezza con cui le canzoni scorrono, e anche magnificamente interpretato.
Si tratta peraltro di un album che sembra aver richiesto un particolare impegno da parte dei due musicisti britannici: la stessa Williams, sul suo sito personale ha confessato che “Anthony and I have been working on it for 6 years and trying, voicing, and breathing new life into these world famous beauties.
Le canzoni. Si tratta di classici della musica americana di ogni tempo: You Don’t Know What Love Is (Don Raye / Gene De Paul), My Funny Valentine (Richard Rodgers & Lorenz Hart), Ev’ry Time We Say Goodbye (Cole Porter), I’m A Fool To Want You (Frank Sinatra / Joel Herron \ Jack Wolf), Like Someone In Love (Jimmy Van Heusen / Johnny Burke), The Very Thought Of You (Ray Noble), The Man I Love (George & Ira Gershwin), Embraceable You (George & Ira Gershwin), Stormy Weather (Harold Arlen & Ted Koehler), Autumn Leaves (Joseph Kosma / Jacques Prevert).
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare (queste canzoni, del resto, sono notissime, e ciascuna di esse può contare un imprecisato – ma presumibilmente molto alto – numero di interpretazioni) Resonator non è un disco superfluo: lo sforzo profuso da Williams e Kerr per riportare ogni canzone, come pure è stato detto, “ad uno stato rudimentale”, sembra essere servito quantomeno a confezionare un CD di canzoni già sentite all’interno del quale però a prevalere non è la noia ma il buon gusto. E una discreta originalità interpretativa.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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