La soffitta Recensioni

Kalacakra – Crawling To Lhasa

Fortunato Mannino

Il secondo appuntamento targato Garden of Delights è dedicato ad un Lp davvero singolare: Crawling To Lhasa dei Kalacakra (LP002).
Azioniamo, dunque, la nostra immaginaria macchina del tempo e trasferiamoci a Duisburg, Germania, quartiere di Hochfeld, nei primissimi anni settanta.
Heinz Martin e Claus Rauschenbach decidono di affittare un appartamento, al fine di trasformarlo in una sorta di sala prove dove realizzare il loro progetto musicale. Heinz Martin, in particolare, oltre a essere un apprezzato polistrumentista e ad aver militato in diversi gruppi, è amante della cultura tibetana e il suo sogno è quello di poter fondere elementi di questa cultura millenaria con quelli della cultura psichedelica. Nasce così il progetto Kalacakra. Per un anno i due provano e perfezionano i sei brani che confluiranno nel loro unico album. E quando tutto è pronto si trasferiscono a Düsseldorf per la registrazione in studio.
Nel 1972 Crawling To Lhasa, album autoprodotto e pubblicato in sole 1000 copie arriva nei negozi di musica. In copertina, su sfondo bianco, un mandala che rappresenta Kalachakra ovvero la ruota del tempo. Un particolare questo da cui non possiamo prescindere proprio perché è il cardine dell’intero progetto. Si tratta, infatti, di una danza rituale attorno a un cerchio di sabbia, dentro al quale sono state disegnate figure geometriche. I fedeli girando intorno al disegno, che alla fine verrà cancellato a dimostrazione della precarietà delle cose, recitano preghiere che dovrebbero favorire l’illuminazione.
Partendo da questi presupposti culturali e da una cultura musicale di tipo psichedelico il duo di Duisburg forgia le sue canzoni o parte di esse! Le più innovative e sperimentali sono da considerarsi brani folk-acidi e si sviluppano su ritmi ossessivi e ipnotici. Le restanti si orientano su ritmi blues.
Apre l’album l’inquietante Nearby Shiras il cui tema centrale è la peste che decimò la città persiana di Shiraz nella seconda metà del XVIII. Chitarra, flauto e percussioni disegnano atmosfere orientaleggianti mentre un canto mefistofelico incarna il dramma della peste. Geniale!
Si prosegue con l’ipnotica Jaceline a cui segue Raga n. 11 brano interamente strumentale ovviamente ispirato alla cultura musicale indiana. I restanti tre brani hanno un sapore più blues e, di conseguenza, sono meno originali ma nel complesso si tratta di LP molto interessante.
Torniamo alla storia! Dopo la pubblicazione le date per promuovere l’album furono piuttosto poche e, conseguentemente, le vendite scarse. La possibilità della svolta però si presentò ugualmente quando l’Accademia d’Arte Dusseldorf interessata al Kalachakra offrì al duo la possibilità di partecipare ad un percorso espositivo che avrebbe interessato le città di Londra, Buenos Aires, e la stessa Dusseldorf. La svolta vi fu e fu anche definitiva: Claus Rauschenbach preferì andare in vacanza a Ibiza! Si chiuse così, mestamente, il progetto Kalacakra e, molto probabilmente, anche un’amicizia.
Il disco venne prima svenduto per poi, negli anni successivi, diventare oggetto del desiderio di tanti collezionisti e appassionati. Le quotazioni altissime fecero proliferare ristampe pirata di pessima qualità. Questa edizione targata Garden of Delights è, invece, da considerarsi come la seconda edizione del disco dal 1972! Il suono è stato ripulito con i migliori software oggi disponibili sul mercato (purtroppo i nastri originali sono andati perduti); le notizie inerenti la storia del gruppo sono state fornite dallo stesso Heinz Martin; rispetto al disco originale sono state aggiunte due bonus tracks; come l’originale è stato pubblicato in sole 1000 copie numerate a mano.
Precisiamo per la cronaca che le due bonus traks non risalgono al periodo in cui è stato inciso l’album, sono state registrate nel 1993 e sono da considerarsi opera esclusiva di Heinz Martin.
Concludo questa breve retrospettiva segnalandovi Peace cd uscito per la Arche Noa Records (CD 20201). Heinz Martin, come avrete intuito, ha continuato la carriera di musicista e dopo più di trent’anni ha rispolverato il marchio Kalacakra pubblicando il secondo album ma… è un’altra storia!

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