Interviste

Josyel, Intervista

Scritto da Fortunato Mannino

Leggete, scrivete, ascoltate musica, andate a teatro, inebriatevi di fronte a un tramonto! Sono queste le cose che ci connettono al nostro essere più profondo e che ci fanno sentire veramente vivi

La poesia è certamente una delle mie passioni, ma non mi capita spesso di presentare un’opera contemporanea. Probabilmente perché la parola poeta in questi anni si è inflazionata o, semplicemente, perché non mi sono imbattuto nel libro giusto. Una bella eccezione è la silloge Notti Di Versi Insonni della poetessa Josyel, con la quale abbiamo avuto una piacevole conversazione.

Ciao Josyel e benvenuta su SOund36
Buongiorno a te Fortunato, grazie per lo spazio dedicato e lieta di comparire sulla vostra webzine.

Ho letto con molta attenzione le tue poesie e non posso che farti i miei complimenti. Prima di entrare nel merito della tua raccolta, ti chiedo di presentarti ai nostri lettori.
Grazie per i complimenti, mi fa piacere sapere che la lettura ti sia stata gradita. Di me cosa dire? Ho dedicato gli ultimi 30 anni al mondo del fare e mi sono disconnessa dalla scrittura, nella quale mi applicavo durante la gioventù. In alternativa mi sono comunque dedicata ad attività artistiche soddisfacenti, dal lavoro di artigianato orafo alla musica, fino alla divulgazione in ambito musicale con la mia community Electric Duo Project dedicata ai power duo chitarra-batteria. Amo poi la montagna, in tutta la sua magnificenza, e appena posso vado ad arrampicare o per vie ferrate. Quest’ultimo amore mi ha portata a trasferirmi in Trentino dal mio natio Friuli.

Notti di Versi Insonni sembra nascere in uno spazio temporale ben preciso, durante quello che potremmo definire furore creativo. Raccontaci quello che è il contesto che ispira e che dà forma a questi versi.
Il mondo del fare si è improvvisamente fermato con il lockdown del 2020, periodo in cui tutti noi ci siamo trovati a gestire tantissimo tempo libero con zero possibilità di movimento. Ho riiniziato quindi a leggere. E grazie ad alcuni spunti nati dalla pubblicazione di un disco di un amico, anch’esso sbocciato da un furore creativo, ho ripreso pure a scrivere. Anzi, si tratta di Alessandro “Petrol” Pedretti, compositore e poli strumentista dalla mente vulcanica che tu conosci molto bene e che su queste pagine è già comparso più volte, in particolare con il duo Sdang!
Ma tornando a noi, con lo stravolgimento dei ritmi di attività è subentrata poi una terribile insonnia, da dormire poche ore all’alba, protrattasi per ben nove mesi. Non pativo sonno nemmeno di giorno, avevo una lucidità mentale per tutte le 24 ore della giornata. In questo stato di iper eccitazione mentale hanno iniziato a piovermi, letteralmente addosso, una serie di parole e versi che richiedevano di essere trascritti. È nato così il mio Diario di Veglia dal titolo Notti di Versi Insonni, una silloge di 90 poesie composte in soli due mesi.

Questa raccolta di poesie nasce di notte, ma l’altro elemento che risulta evidente è uno stretto rapporto con la Natura. Poesie che a volte posso definire paniche, altre in cui il rapporto con essa sembra diventare mistico.
Dopo aver tentato di affrontare l’insonnia con strategie di vario tipo, mi sono arresa ad essa. Passavo quindi le notti in attesa, ascoltando ogni rumore, ogni sospiro, ogni battito di cuore. Vivo in montagna, in un quartiere isolato oltre il quale c’è solo il bosco e i rumori che potevo analizzare erano in primis quelli della natura. Giugno è stato un mese piovoso nel 2020 e così sono stata ispirata dalla pioggia, dal temporale, dalla luna piena quando c’era. Spesso personificando nei caratteri i vari eventi atmosferici. Ma la profondità della notte porta anche a pensieri più profondi e il salto verso la spiritualità è inevitabile.

La notte è il momento in cui le frenesie del giorno trovano una forma di quiete e prendono la forma di poesia. Qual è la tua visione del giorno e, di conseguenza, della realtà.
Bellissima questa tua immagine. Diciamo che nel mio caso sono state più le frenesie notturne a prendere forma di poesia, ahahaha. La mia è una giornata di pianificazione e azione, che mi assorbe totalmente. Sono i progetti a farmi sentire viva. Ma distinguo tra la realtà del quotidiano e quella più vera, che soggiace ad ogni cosa. Quella che effettivamente puoi approcciare e conoscere nella quiete della notte.

C’è ancora spazio per i poeti e qual è il loro ruolo in una società che sembra essere ormai alla deriva?
Non solo c’è e ci deve essere spazio per la poesia in questa società moderna, ma anche necessità. E adesso più che mai! In momenti nei quali tutto diventa programmato e sterile, dettato dall’alto, a discapito dell’analisi e della capacità di discriminazione nonché mosso esclusivamente da meri motivi di interesse, il ritorno all’ispirazione è una specie di purificazione, un riprendere in mano le proprie capacità di analisi, quelle profonde. Perché la poesia questo fa, osserva il fuori, lo interiorizza e lo ripropone rivisitato, sotto un punto di vista nuovo, alternativo, stupefacente.
Ho letto da poco un articolo che mi ha fatto riflettere: sosteneva che con il decadimento della ricchezza del linguaggio, si vengono a perdere anche le emozioni e i sentimenti espressi dalle varie parole. Non ci avevo mai pensato ma effettivamente una ricca proprietà di linguaggio fa riflettere sulle sfumature delle cose. La poesia rende quindi meno fredda la realtà e per poesia intendo un concetto molto ampio che comprende tutte le arti, anzi, ogni azione può essere espressa in maniera poetica. Questa poesia è l’antidoto alla freddezza del mondo che ci si prospetta. e che ci fa restare umani.

Che progetti hai per il prossimo futuro, ammesso che il Tempo per un poeta abbia un senso?
Sono poetessa di notte ma vivo di giorno e il Tempo purtroppo si manifesta in tutta la sua tirannia. Per il prossimo futuro mi sono quindi imbarcata in una nuova avventura che prevede tanta dedizione ma che ne vale assolutamente la pena. Ho aderito ad istinto ad un appello per creare un collettivo di scrittori al fine di pubblicare un’antologia di racconti. Non prevedevo i risvolti umani, di confronto e di crescita che questa scelta avrebbe portato con sé. Ci chiamiamo Collettivo La Penna d’Oca, siamo in sei persone diverse d’età, sesso, vissuto che ci portiamo alle spalle e visione del mondo, eppure ci completiamo alla perfezione l’uno con l’altro. Ognuno si prodiga per il collettivo a seconda delle proprie attitudini, ci confrontiamo serenamente su ogni punto e stiamo scrivendo sull’argomento del Mistero ognuno secondo i propri generi: abbiamo quindi racconti, fiabe, sceneggiature, thriller, con risvolti che vanno dallo spirituale al pulp e ci divertiamo tantissimo. Adesso stiamo sperimentando dei racconti a più mani, vedremo come andrà a finire. Se volete seguire la nostra avventura, abbiamo anche pubblicato una pagina Facebook a nome del collettivo. Questa quindi la novità e i progetti in corso.

Un grazie di cuore per la bella conversazione. Ti lascio ai nostri lettori. Rivolgiti a loro con un pensiero o aggiungendo qualcosa che ci è sfuggito durante la conversazione.
Grazie a te per le domande stimolanti, assolutamente non banali. Vorrei solo suggerire a tutti i lettori di sfruttare questo momento difficile della vita di tutti noi, dove siamo messi a dura prova sotto vari aspetti, di non smettere mai di essere critici e propositivi, di analizzare sempre le cose nel profondo, e di navigare anche dentro sé stessi perché è lì che si trovano molte delle risposte ai nostri quesiti nonché la forza per procedere nel nostro cammino.
Infine, per chi si fosse incuriosito e volesse sbirciare tra le pagine del mio libro, sulla pagina Fb col titolo della silloge troverete alcuni estratti, la trascrizione di alcune poesie. Bisogna scendere a prima della promozione, ossia di tutti i post con le varie recensioni. Infine, per l’acquisto cartaceo, sono fiera di poter bypassare colossi quali Amazon (dove comunque è disponibile sia il cartaceo che la versione e-book) e con la spedizione diretta potete ricevere il libro a prezzo più basso, compreso di spedizione e dedica personalizzata. Non avendo mire particolari ho infatti scelto l’auto pubblicazione che mi permette di gestire il prodotto in maniera più agevole ed autonoma.
Quindi in conclusione: leggete, scrivete, ascoltate musica, andate a teatro, inebriatevi di fronte a un tramonto! Sono queste le cose che ci connettono al nostro essere più profondo e che ci fanno sentire veramente vivi.

Giusy Elle
Collettivo la Penna d’Oca

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Fortunato Mannino

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