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Contest: in palio 2 album di Joshua Hyslop – In Deepest Blue

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Scritto da Red

Contest SOund36 con Ja.La: regaliamo 2 album di Joshua Hyslop, In The Deepest Blue.  iTunes US lo ha incluso tra i migliori singer-songwriter albums del 2016!!!

Si avvicina il Natale e c’è aria di regali su SOund36. Grazie agli amici di Ja.La Media lanciamo un contest che mette in palio 2 album di Joshua Hyslop, In Deepest Blue via Nettwerk/Bertus.  iTunes US lo ha incluso tra i migliori singer-songwriter albums del 2016!!!
Dal 14 dicembre al 18 dicembre (compreso!!!)
inviateci un email a live@sound36.com con oggetto Contest Hyslop  con i vostri dati.
Tra tutte le email arrivate in redazione estrarremo a sorte 2 fortunati/e che si aggiudicheranno questo bell’album.
Per approfondire qui di seguito trovate la recensione del nostro Giovanni Graziano Manca di In Deepest Blue.
Potete ascoltare l’album su Spotify.

 

Questo disco conferma quanto ho più volte sostenuto in precedenza anche sulle pagine di SOund36. Esiste una corrispondenza precisa di tipo qualitativo che lega il miglior songwriting americano di stampo tradizionale e le più riuscite produzioni musicali nel campo del folk e della country music, a Nashville, una delle capitali musicali del mondo in assoluto: la coincidenza si concretizza invariabilmente qualora l’uno o le altre abbiano trovato a Nashville una certa ispirazione oppure, ancora più spesso, l’occasione di coinvolgere nelle sedute di registrazione qualcuno degli ottimi musicisti che risiedono nella capitale del Tennessee.
In Deepest Blue, quarto lavoro del cantautore canadese originario di Vancouver Joshua Hyslop se si considera anche l’EP Living & Dying (2014), è stato scritto interamente a Nashville e terminato da qualche parte in Canada e, manco a dirlo, è disco che gli amanti del genere e delle melodie folk del nord America molto facilmente potranno, come è successo a me, trovare imperdibile fin dal primo ascolto. Sarà la voce soffusa e quasi ovattata di Hyslop, quella vena di tristezza che scorre tra i solchi (che suppongo sia anche all’origine del titolo del CD) oppure le limpide melodie che accomunano tutti i quattordici brani del disco: fatto sta che In Deepest blue appare come un prodotto assolutamente convincente che arriva dalla più recente generazione di songwriters nordamericani.
Una grande raccolta di canzoni, un disco di folk come non se ne sentivano da tempo, che affonda le proprie radici nelle più genuine tradizioni musicali nordamericane, come quella dei Monti Appalachi o delle Grandi pianure. Le sonorità del disco, per altri versi piuttosto minimali, sono definite da una classica strumentazione country folk: il finger picking (tecnica chitarristica che consiste nel pizzicare le corde dello strumento direttamente con le dita) della chitarra acustica viene affiancato dal banjo, dalla steel guitar, dal violino e dal pianoforte. Le liriche, riflessive e intimistiche, fanno spesso riferimento, come nella bella Runs and winds, a elementi della natura. Attraverso di essi l’autore è solito compiere i propri “viaggi” introspettivi:

“I’m sitting by the river let the water come and wash away my fear/I listen to the water all the harmonies that fall upon my ear/Let my eyes see through illusions/Let my heart be wild and free/Let the truth come down from the mountain/As the river runs and winds its way to me […]”

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