Recensioni

Jonnhy Casini – Port Louis

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Scritto da Red

Jonnhy Casini fa un ep con Phil Manzanera a stelle e strisce. Ottimo

Italiano di padre, madre originaria di Port Luis, Mauritius, lui che da Correggio, cittadina che ovviamente rimandiamo al nostro santo rock di sapore americano, si è spinto fino a Los Angeles e Londra per celebrare l’incontro e la collaborazione con il sommo vate delle produzioni mondiali: Phil Manzanera. Dunque basta questo per prestare attenzione a questo disco davvero importante per Jonnhy Casini. Si intitola – manco a dirlo – “Port Louis” ed è un Ep di 6 brani in cui sfilano collaborazioni di assoluto rispetto e di grande impronta come Gus Robertson (Razorlight), Javier Weyler (Stereophonics), Michael Boddy (Bryan Ferry & Roxy Music), Paddy Milner (Todd Sharpville) e Yaron Stavi (Richard Galliano, Robert Wyatt, David Gilmour). Insomma direi che il quadro è dei più allettanti. Ed infatti il rock questa volta è davvero americano, non come quei tanti dischi nostrani che scimmiottano il mood a stelle e strisce. E c’è anche il pop inglese e quel certo modo di essere British. Ottima anche la pronuncia di Casini e strepitosi i suoni che, finalmente per una produzione di un italiano, cercano la semplicità di soluzione e di arrangiamento anche quando gli effetti osano invadenza persino sulla voce. Invadenza ma con eleganza e decoro. Ci piace anche quel certo gusto poliedrico per vestire i brani che sembrano avere personalità a parte.
Così potremmo dire con difficoltà che la leggerezza pop del singolo di lancio “Dark Sunglasses” possa appartenere allo stesso disco di “Night on the Balcony” dove invece i sapori metropolitani rimandano ad un certo due berlinese (lasciando correre l’immaginazione). Bellissima “I’m Not Blind for You” dove il grande pop rock americano prende vita rimandandoci ai più grandi esempi main stream. Nebbie un po’ industriali e poi l’apertura decisamente beatlessiana nella chiusura affidata a “This is the Place” e poi ancora la ballad ariosa che non poteva mancare intitolata “My Little House”.
Jonnhy Casini porta a casa un disco davvero interessante e sarebbe dunque altrettanto interessante ora conoscerne la storia futura, il sapore live, il secondo atto che completi questo Ep e dia vita ad un disco che, da casa nostra, per una volta almeno, non debba invidiare la terra promessa. Per ora le premesse sono ottime direi. Play Loud.

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