Recensioni

Joan As Police Woman/ Benjamin Lazar Davis – Let It Be You

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Scritto da Paola Varricchio

“Let It Be You”, l’incontro tra Joan As Police Woman e Benjamin Lazar Davis

E’ uscito il 21 ottobre scorso, per Reveal Records/Bertus, “Let It Be You” l’album nato dall’incontro tra Joan Wasser, nota come Joan As Police Woman e Benjamin Lazar Davis.
Elton John, Lou Reed, Nick Cave, Rufus Wainwright, Antony e Battiato alcune tra le collaborazioni più interessanti di Joan. Benjamin è un polistrumentista che lavora attualmente anche con Okkervil River, Cuddle Magic e Bridget Kearney.
Joan e Benjamin si sono incontrati dopo due viaggi fatti separatamente in Africa; Joan è stata in Ethiopia come parte del Damon Albarn’s Africa Express e Ben in Africa Occidentale, un viaggio intrapreso per studiarne la musica tradizionale.
Proprio dalla condivisione della passione per l’Africa e per la musica del Continente Nero è sbocciata l’ispirazione per il disco, la cui uscita è stata anticipata dal singolo “Broke Me In Two”, che vede protagonisti non i soli Joan e Benjamin ma anche l’attore Fred Armisen, celebre per il suo ruolo al Saturday Night Live, Portlandia And Anchorman, The Legend Of Ron Burgundy e tanti altri.

In realtà, il richiamo all’Africa in “Let It Be You” è molto meno incisivo di quanto le premesse potessero far immaginare e si traduce in una vaga ispirazione, un retrogusto al sound soul pop elettronico, vero protagonista del disco.
“Broke Me in Two” e “Magic Lamp” tra le vette più alte e di piacevole ascolto di “Let It Be You”, in cui la voce di Joan si intreccia con cura sofisticata su ritmo ed elettronica. Meno interessanti pezzi come “Overloaded” e “Violent Dove”, che sembrano avere poco da aggiungere.
Nel complesso un disco che spiazza, soprattutto se ci si aspetta una continuità rispetto ai precedenti lavori della Wasser, tanto da aver deluso una buona fetta di fan, che probabilmente si aspettavano che dalla collaborazione da questi due ottimi musicisti nascesse un sound più incisivo. Le sperimentazioni, però, hanno sempre un quid in più rispetto al seguire la via già tracciata, soprattutto se sono in divenire. Aspettiamo, dunque, di vedere se esiste un To Be Continued e dove, eventualmente, ci porterà.

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Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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