Recensioni

Jamie Saft – Hidden Corners

Fortunato Mannino

Hidden Corners è un album meraviglioso

Che Jamie Saft sia una delle personalità più importanti e influenti del mondo del jazz non lo scopriamo oggi, ma la sua creatività e il suo genio multiforme è da brividi. Negli ultimi due anni penso, infatti di aver proposto almeno quattro o cinque album. Tutti di altissimo livello e tutti profondamente diversi.
Hidden Corners, questo il titolo dell’ultimo lavoro uscito a giugno, non si discosta da quanto detto precedentemente e illumina l’aspetto spirituale del Jazz. Un percorso musicale già battuto dai Grandi e che solo i Grandi possono intraprendere, perché coniugare l’ineffabile con il misticismo al fine di trasportare l’ascoltatore in regni superiori attraverso la musica (da nota di copertina n.d.r.) non è cosa da poco. Fin qui tutto abbastanza semplice ma Hidden Corners è ispirato al misticismo ebraico e, dunque, il discorso è decisamente più complesso e… A noi di SOund36 piace fornire ai nostri lettori chiavi di lettura e input culturali, che vadano al di là della mera recensione che, per caratura e qualità dell’album, non avrebbe bisogno di recensioni. Diciamo subito che le lettere dell’alfabeto ebraico hanno anche un valore numerico e, come è facilmente intuibile, ogni parola ha anche un corrispondente valore numerico. Se applicate alla Kabbalah ebraica questi concetti, e considerate che si tratta di un libro in cui vi sono insegnamenti esoterici,…Capirete la complessità della ricerca. Numeri, geometria musicale, qualità degli arrangiamenti e, non da meno, comprensione del messaggio non potevano prescindere da un’alchimia perfetta tra i musicisti.
Il progetto non era nuovo nella mente di Saft e Hidden Corners e avrebbe dovuto costituire l’atto finale New Zion Trio ma, come scritto precedentemente, è una questione di alchimie e qualcosa, evidentemente, nella mente di Saft non quadrava completamente o, se preferite, il Fato ci ha messo del suo: le carriere di questi grandi musicisti si sono incrociate più volte, tutti hanno un’attitudine personale e artistica verso il trascendente e tutti hanno una tecnica e una sensibilità fuori dal comune.
Andiamo dunque a scoprire gli altri membri del Jamie Saft Quartet: il batterista Hamid Drake e sassofonista Dave Liebman, ovvero, due leggende che, peraltro, abbiamo incontrato pochi mesi fa in occasione della presentazione di Chi, album ispirato alla cosmologia taoista; il bassista Bradley Jones non meno famoso dei colleghi e già membro del Jamie Saft Quartet. Nomi che abbiamo presentato tante volte e che, si spera, siano diventati familiari al nostro pubblico, perché rappresentano il meglio del Jazz mondiale.
Hidden Corners è un album meraviglioso e fa parte di quella luminescente galassia che fa capo alla RareNoiseRecords, etichetta per la quale ho esaurito elogi e complimenti.

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