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Il punto G

E sugli alberi? Sull’impegno a piantare mille miliardi di alberi?
Beh su quello mi sembra tutto a posto. Mille miliardi di alberi da piantare, questo sì che è un annuncio pop.

Il G20 sul clima di Roma era alle sue battute conclusive.
Ci ho due maroni così esclamò il corpulento Addetto stampa A sbottonandosi la giacca e stravaccandosi sul piccolo (e unico) ma insospettabilmente comodo divano in pelle che c’era nella grande sala stampa.
L’addetta stampa B, seduta su un meno appariscente sgabello, si grattava pensosa la testa cercando di far quadrare il suo ultimo comunicato prima dell’imminente lancio. Sorrise sgranando i suoi piccoli occhi tondi di un azzurro intenso. ‘ci ho due’ non si può dire, rispose. Poi aggiunse Ti vedo un po’ palliduccio.
Sfido io intervenne la minuta e riccioluta Addetta stampa C mentre armeggiava al tavolo con il suo hub, trafitto di cavi USB come San Sebastiano, con cui tentava di caricare simultaneamente i suoi tre cellulari e un notebook marroncino che sia per colore che per dimensione ricordava un chihuahua. È da ieri che tenta di spiegare ai giornali la faccenda dei mille miliardi di alberi.
Fosse solo quello disse A sospirando, è anche il discorso del contenimento delle temperature globali entro 1,5 gradi.
Cioè? Chiese B con aria finto ingenua.
A raddrizzò la schiena e si sporse dal divano come per fare una confidenza. Allora io stamattina all’alba faccio la riunione con il mio caro ministro nonché mio capo e gli dico ’annunciamo l’obiettivo del tetto a 1,5 gradi entro il 2050?’
Sì, e allora? L’abbiamo fatto tutti precisò C. Solo che il tuo ministro è stacanovista, il mio ha convocato la riunione stamattina alle sette dopo il cornetto. È molto goloso.
Il mio invece alle otto dopo una trottatina con la stagista intervenne B. È molto mandrillo.
Insomma riprese A lui mi fa ‘Nooooooooo, ma che sei matto? Il testo deve essere ‘il G20 si impegna per l’obiettivo del tetto a 2 gradi entro metà secolo.’ È diverso capisci, mi dice, metà secolo potrebbe essere anche il 2059, così guadagniamo tutti tempo. Allora salta su una sua consulente è mi fa ‘Nooooooo, ma che dite? Dobbiamo annunciare ‘il G20 si impegna per l’obiettivo del tetto a 2 gradi entro metà secolo. Poi, siccome lo dice la scienza, facciamo 1,5, precisando che se la scienza dicesse di nuovo 2 o 3, perché anche loro si possono sbagliare, a noi va bene.’ Scriva così.
E quindi? Lo incalzò B che è successo poi?
Uff riprese A. Ecco, mi rimetto a scrivere, presento loro la bozza ed ecco un altro sottopancia del ministro che mi fa: Nooooooo, ma non va bene. Vede, noi dobbiamo essere chiari e dobbiamo dire ‘‘il G20 si impegna, salvo intese e comunque beninteso in modo non vincolante per nessuno, per l’obiettivo del tetto a 2 gradi entro metà secolo. Poi, siccome lo dice la scienza, facciamo 1,5, precisando che se la scienza dicesse di nuovo 2 o 3, perché anche loro si possono sbagliare, a noi va bene.’ Scriva così.
E alla fine cosa hai scritto? Chiese C Facendogli una smorfia.
Oh be, eccolo qua il comunicato: ‘‘il G20, che poi dovrebbero partecipare anche gli altri Paesi perdiana, non è che possiamo fare sempre tutto noi, si impegna, salvo intese e comunque beninteso in modo non vincolante per nessuno, insomma se siete, siamo, tutti d’accordo, per l’obiettivo, che poi è un suggerimento, del tetto a 2 gradi entro metà secolo, presumibilmente il Ventunesimo. Poi, siccome lo dice la scienza, facciamo 1,5, precisando che se la scienza dicesse di nuovo 2 o 3, perché anche loro si possono sbagliare, a noi va bene.’
Mi sembra chiaro e lineare, concluse C, è molto simile al mio e del resto meglio non si poteva fare.
Sono d’accordo si accodò subito B anche io alla fine ho scritto così.
Bene, mi conforta disse A sorridendo. E sugli alberi? Sull’impegno a piantare mille miliardi di alberi?
Beh su quello mi sembra tutto a posto. Intervenne B. Mille miliardi di alberi da piantare, questo sì che è un annuncio pop.
Sì, certo osservò A Ma avete capito chi li pianta e quando?
Beh, in via del tutto eccezionale e visto lo spirito di cooperazione che anima questo G20 vi posso dire che è già tutto deciso. Rispose C. Per un attimo si guardò intorno circospetta poi invitò i colleghi ad avvicinarsi. Gli africani useranno tutti il Sahara. Li c’entrano circa 100 miliardi di alberi. Anche pini, insomma alberi a chioma bella larga, che tanto c’è spazio. Li annaffieranno con i droni. I cinesi invece sono in partnership con la Mongolia e ne metteranno 400 miliardi nel deserto del Gobi. Conifere, perlopiù, perché la fa freddino.
E l’Italia? Quanti ne pianta l’Italia? Chiese B.
A questo posso rispondere io, disse A. In quanto padrona di casa, ne pianterà 50 miliardi.
E dove? Chiesero B e C quasi all’unisono
In Molise ovviamente. È come la Mongolia per la Cina, Osservò C Il Molise come la Mongolia non esiste.
Ma la vera bomba è che il Giappone ne metterà oltre 350! Intervenne C riprendendo in mano la conversazione con un sorriso beffardo dipinto sul volto.
Cosa? 350 miliardi di alberi? Sbottò B e dove cazzo li mettono?
Bonsai. Faranno i Bonsai
A e B ora guardavano C a bocca aperta, senza parlare
E beh? Cosa sono quelle facce. Problemi? Avete per qualcosa contro i bonsai? Sono alberi anche loro no?
Non dissero più niente, ognuno intento a perfezionare il proprio testo
C’è un’ultima cosa, chiese Aentro quando?
Entro quando cosa? Rispose C senza alzare gli occhi dallo schermo del suo notebook.
Sì, la storia degli alberi, entro quando?
Oh piantala, scemo lo apostrofò B nessuno lo ha detto, no? Conta solo l’annuncio. Dovresti saperlo dopo vent’anni di professione. Piuttosto vediamo di finire e di levare presto le tende che domani ho un barbecue.
A tutti parve una buonissima idea.

Racconto di Massimiliano Bellavista
Copertina di eineBerlinerin

About the author

Massimiliano Bellavista

È stato detto di Massimiliano Bellavista, ingegnere, scrittore blogger e docente universitario, che cerchi sempre nelle parole proprie altrui la tana del Bianconiglio. Nella tana spera di trovare un punto di vista particolare o anche solo qualcosa di speciale che nessuno ha colto prima. A volte ci riesce, a volte si accontenta di qualche gioco di prestigio. Se non proprio il Bianconiglio dalla tana, almeno sarà capace di tirarne fuori uno dal suo cilindro.
Si ritrova molto bene nella parola ‘Quatsch’ ma solo se significa ‘caos’, un caos nobile, perché crede molto nelle zone grigie, di confine, dove ad esempio i confini tra musica e parola si attenuano fino a sparire.

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