Recensioni

Il Meglio del 2015 per SOund36

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Scritto da Red

SOund36 vi presenta il meglio della musica del 2015, attraverso 3 PLAYLIST che spaziano dal mainstream agli emergenti passando per gli indipendenti. Insomma c’è n’è per tutti i gusti, gustatevele in questo inizio d’anno.

– Il meglio del 2015 per Claudio Donatelli

Kendrick Lamar – To Pimp A Butterfly
Il disco più atteso dell’anno si è confermato il migliore, perché il genio della nuova musica rap è l’artista che sta rinnovando questo stile. Ambizioso lavoro che unisce tanti generi musicali e conferma il talento lirico di Lamar che continua a scrivere pagine importanti della cultura americana.

Sleater-Kinney – No Cities To Love
Il ritorno di una delle più grandi riot-girls band riesce a spazzare via tutta l’ansia creata dalla grande aspettativa. La tensione delle chitarre è ancora altissima, gli umori sempre combattivi, le trame soniche sorprendentemente fresche ed ispirate.

Alvvays – Alvvays
Un disco che ci sorprende per semplicità, immediatezza, qualità nei suoni e negli intrecci melodici. Una rock band che ci ricorda per dolcezza e ironicità molti grandi ma che con questo esordio segna una linea che rimarrà a lungo.

Ludovico Einaudi – Taranta Project
Melodie che ci parlano di vita, di dolore, amore, gioia. La potenza delle sontuose orchestrazioni abbatte le frontiere, la taranta di Einaudi unisce a sè linguaggi che provengono da luoghi lontani, il Nord risuona in ritmi del Sud, il blues del Mali contagia le atmosfere eteree dei ghiacci islandesi.

Port-Royal – Where are you now
I Port-Royal dopo duro lavoro sono arrivati a produrre un disco che, pur mantenendo un chiaro segno di continuità con il passato, riesce a comunicare emozioni profonde con nuove soluzioni musicali. L’aspetto melodico è ancora più in rilievo, il multistrato sonico viene minuziosamente orchestrato lungo tutto il disco.

Mister & Mississippi – We Only Part To Meet Again
Un album che rappresenta l’emblema della dolcezza, colpisce delicatamente al cuore, le tante melodie che si ripetono come un loop sembrano perse sulla spiaggia al passare della marea. Malinconico e indispensabile per noi romantici insaziabili.

Marc Carroll – Love Is All Or Love Is Not At All
Le 10 tracce del disco si bagnano in quello sterminato mare che è la tradizione folk irlandese, si sente il vento che riempie i grandi spazi e gli strumenti acustici dànno pennellate a tinte forti.
Questo nuovo disco di Marc Carroll è quasi un concept album che riflette sul trionfo dell’amore sopra il potere distruttivo delle avversità!

Maria Devigili – La Trasformazione
La Trasformazione si compone di 12 tracce tutte molto originali, ben arrangiate e tra queste spicca sicuramente Spegnere-Gettare, forse la più anglosassone e rockeggiante. La line up è essenziale, tutto viene sviscerato grazie alla sua bellissima e potente voce, la sua chitarra vintage e il fedele Stefano Orzes alla batteria.

Eva Milan – Kali Yuga
Qua e là si possono assaporare echi sonici e alternative rock ai quali Eva si ispira e che riesce a suonare mantenendo intatto quello spirito di rottura verso i Sistemi: discografico, politico, sociale. Il lavoro è nato con grande calma, tutto scritto e per molti tratti suonato dalla stessa Eva, che ha voluto raccogliere il meglio di sè per produrre un’opera di profondo valore espressivo.

Durdust – 7
Il disco è un minimale flusso di coscienza che ama raccontare con un apparente linguaggio alto ma che in pratica è tanto diretto quanto primitivo. La mancanza di una voce che attrae l’attenzione sembra proprio non avere importanza, gli arrangiamenti degli archi cantano melodie che toccano le corde nel profondo.

 

 

– Il Meglio del 2015 per Fortunato Mannino
Come ormai saprete non mi piace stilare classifiche. Non avrebbe senso visto che la Musica è, sempre e comunque, una questione di gusti. Tutti gli album che ho avuto modo di recensire andrebbero di diritto in questa classifica per il semplice fatto che fanno parte della mia discografia e perché mi sono piaciuti veramente. I titoli che troverete sono in ordine alfabetico, non c’è un primo né un decimo ma, solamente, dieci album che consiglio di ascoltare e di far vostri.

Carmine Torchia – Affetti Con Note A Margine

Elias Nardi Quartet – Lowers Of Fragility

Giovanni Dal Monte – Visible Music For Unheard Visions

Ifsounds   –   Reset

KOI – KOI

Marchesi Scamorza – Hypnophonia

Marco Brosolo – Cadremo Feroci

Mike III – The War Is Not Over

O.R.k – Inflamed Rides

Ufomammut  – Ecate

We Stood Like Kings – USSR 1926

Porno Teo Kolossal – Tannoiser

 

– Il meglio del 2105 per Annalisa Nicastro

I 5 migliori debut album tra tutti quelli arrivati nella redazione di SOund36

Yakamoto Kotzuga – Usually Nowhere
Ci ha sorpresi per la sua bravura certo, ma anche per la sua capacità di scuotere l’ascoltatore e catapultarlo in un Usually Nowhere. Il suo progetto unisce campionamenti della chitarra a morbidi inserti elettronici per sviluppare e tessere trame intimamente ambientali. Possiamo dire senza dubbio che è un vero e proprio talento dell’elettronica contemporanea.

Phill Reynolds- Love and Rage
Compone da anni canzoni, poi registrate in bassa fedeltà, voce (potente) e chitarra.  Ottimo chitarrista acustico (chitarra, banjo, mandolino), per ballate indolenti, scatenate incursioni country o riff vecchio blues.

Di oach – Di Oach
di Oach nascono nella provincia vicentina nel 2013, anche se ascoltandone le sonorità sembrano venire da molto lontano da qui. I brani riescono, dal primo all’ultimo, a creare delle atmosfere, paesaggi evocativi di precisi stati d’animo, invitando l’ascoltatore a lasciarsi andare a questo flusso musicale che lo accoglie e lo accompagna.  Di Oach è un piccolo viaggio nel mondo nascosto in ognuno di noi.

Francisca – Soul Out
Reggae, Soul, passione, sentimenti forti espressi con una voce strepitosa. Tutto l’album scorre veloce, con ritmi che regalano tanto e che da tempo non sentivo così genuini.

La Governante – La Nouvelle Stupefiante
Un gran bel disco pop perché il pop lo ridisegna a suo modo: tra schitarrate impetuose e nervose e beat semplici, scarni e inequivocabilmente sintetici, tra sogni e ragioni, tra suoni definiti e rumori vicini e lontani

 

 

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