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I Tre Moschettieri – Opera Pop: L’incanto senza tempo di Dumas in scena a Catanzaro

Scritto da Roberta Cricelli

Un incontro tra tradizione e modernità
Il fascino senza tempo del romanzo di Alexandre Dumas ha preso vita con intensità il 30 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, grazie alla messa in scena di I Tre Moschettieri – Opera Pop. Inserito nella XXII edizione del Festival d’Autunno, curato da Antonietta Santacroce, lo spettacolo ha saputo fondere la nobiltà e la grazia del linguaggio classico con la potenza espressiva dei codici contemporanei, incarnando appieno il tema di quest’anno: “CambiaMenti. Linguaggi senza tempo”. La rappresentazione ha creato un ponte tra epoche diverse, dando vita a una narrazione in grado di avvolgere lo spettatore, trascinandolo in un viaggio tra passato e presente.

Regia e coreografie: energia visiva e dinamismo
L’opera, ideata e diretta da Giuliano Peparini, e prodotta da Stefano Francioni Produzioni in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, si distingue per la sua energia travolgente e la spettacolarità scenica. Le coreografie di Veronica Peparini e Andreas Müller amplificano ogni gesto, trasformandolo in un linguaggio corporeo capace di trasmettere ritmo, emozione e tensione scenica. Le musiche originali di Giò Di Tonno, incisive e coinvolgenti, scandiscono ogni azione, accompagnando lo spettatore tra momenti di suspense, battaglie e riflessioni emotive, mentre i testi di Alessandro Di Zio, pur rimanendo fedeli allo spirito del romanzo dumasiano, reinterpretano la storia con freschezza e modernità, conservandone poesia e intensità.
I duelli scenici, curati dal maestro d’armi Renzo Musumeci Greco, aggiungono realismo e tensione, rendendo ogni scontro non solo spettacolare ma anche emotivamente coinvolgente, contribuendo a creare un ritmo narrativo che non concede pause allo spettatore.

Dalla pagina al palcoscenico: la storia prende vita
L’incipit dello spettacolo trasporta il pubblico in una fabbrica di cartone, luogo insolito ma simbolico, dove alcuni operai scoprono un vecchio volume: I Tre Moschettieri. Da questo momento, la storia si sviluppa come se i personaggi emergessero dalle pagine, interagendo direttamente con chi li osserva e rendendo viva ogni vicenda. Roberto Rossettiinterpreta Dumas, guida discreta e costante della narrazione, capace di legare passato e presente, realtà e fantasia, fungendo da filo conduttore tra epoche e generazioni.

I protagonisti: eroismo, amicizia e fascino
Il giovane e impetuoso D’Artagnan, interpretato da Sea John, trasmette entusiasmo, coraggio e un irrefrenabile desiderio di avventura. Accanto a lui, i tre moschettieri formano un trio potente e complementare: Giò Di Tonno è un Athos tormentato e intenso, che porta sul palco il peso dei propri conflitti interiori; Vittorio Matteucci interpreta un Porthos vigoroso, ironico e travolgente; Graziano Galatone, nei panni di Aramis, aggiunge eleganza, introspezione e un fascino raffinato.
Tra le figure femminili, Camilla Rinaldi veste i panni di Milady, misteriosa e seducente, incarnando la tensione tra charme e pericolosità; Beatrice Blaskovic interpreta Costanza, simbolo di purezza, determinazione e coraggio. Cristian Mini dà vita a un Cardinale Richelieu autorevole e imponente, mentre Leonardo Di Minno rende Rochefort tagliente e minaccioso. Gabriele Beddoni, nel ruolo di Planchet, regala momenti di leggerezza e simpatia, bilanciando la tensione scenica con humour e spontaneità.

Scenografia e atmosfera: una Parigi vibrante
La scenografia restituisce una Parigi viva e pulsante, animata da luci, ombre e colori che catturano l’attenzione e guidano l’emozione dello spettatore. Costumi, proiezioni e giochi di luce si intrecciano armoniosamente, creando un mosaico visivo che amplifica la drammaticità e la bellezza di ogni scena. La città, con i suoi contrasti, le sue strade animate e i suoi palazzi eleganti, diventa un personaggio a sé stante, teatro di passioni, intrighi e tensioni.
Dal punto di vista drammaturgico, lo spettacolo privilegia l’impatto estetico e musicale rispetto all’analisi psicologica dei personaggi. Le emozioni sono suggerite più che narrate in profondità, ma la coralità della scena e la potenza della messinscena riescono a compensare questa scelta, creando un’esperienza intensa, immediata e immersiva.

Temi universali: amicizia, lealtà e passione
I grandi temi del romanzo — amicizia, lealtà, coraggio, amore, dolore, brama di potere e tormento dell’animo — rimangono al centro della narrazione. Questa versione “pop” dell’opera rende la storia accessibile a tutte le età, trasformandola in un’esperienza emozionale che parla direttamente al cuore dello spettatore, senza mai perdere la profondità e il fascino dell’originale.

Un riconoscimento speciale: il Cavatore d’Argento
I quattro moschettieri sono stati insigniti del Cavatore d’Argento, creazione del Maestro Orafo Michele Affidato, simbolo di Catanzaro e della tenacia dei suoi abitanti. La consegna è avvenuta per mano della direttrice artistica Antonietta Santacroce, accompagnata dai partner del Festival: Salvatore Scerbo (Main Solution Srl), Daniela Marasco(Fondazione Carical), Salvatore Bulotta (Comune di Catanzaro) e Alessandro Gentile (G-Auto).

Per le informazioni e  le fotografie si ringrazia:

L’UFFICIO STAMPA DEL FESTIVAL Giuseppe Panella e Claudia Fisciletti e la social media manager Anna Trapasso. 

About the author

Roberta Cricelli

Nata a Catanzaro. Classe 1995. Si diploma al Liceo delle Scienze Umane “E. Fermi” di Catanzaro. Si laurea in Sociologia all’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo all’Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista scrive per: la redazione catanzarese de “Il Quotidiano del Sud” , il mensile “Catanzaro City Magazine”, cura la rubrica “Riflessioni allo specchio per “Catanzaro Informa” ed alcuni sui articoli scientifico- divulgativi sono presenti su “Sociologicamente.it”, collabora con l’associazione culturale “ Calabria Contatto”, cura insieme alla poetessa Doris Bellomusto dei contributi per il blog di Radio Ciak e si diletta tra pensieri in versi e in prosa.
Nel 2014 vince una Borsa di studio nell’ambito dell’iniziativa “Pace e Dialogo con le Nuove Generazioni” promossa dal Rotary Club Distretto 2100 per il saggio “L’eterna esigenza dell’uomo”. Nel 2018 è tra i poeti selezionati nell’ ambito della VII edizione del premio “Alda Merini” promosso dall’ Accademia dei Bronzi di Catanzaro per far parte dell’antologia “Versi per Alda” con la poesia “Fenice”. Ad Aprile 2019- Si classifica al PRIMO POSTO al concorso “Calabria in Versi 2019” indetto da “Calabria Contatto” con la poesia “Radices” contenuta nel booklet omonimo del concorso insieme al componimento “Gea- Madre Terra” ed entra a far parte della giuria di qualità delle successive edizioni nella sezione Poesia e del team associativo. A luglio 2019- Il componimento “Intensa- Mente” è tra le opere selezionate nella I edizione del concorso Nazionale di Poesia "Dantebus”. A settembre 2019- Il componimento “marzo” viene inserito nel Calendario 2020 de “L'Albero di Kery ONLUS” nell’ambito del primo concorso di poesia “Rime tra gli alberi” dalla stessa indetto. A giugno 2020- Il componimento “Risacca” è tra le opere selezionate come finalista web nell’ambito del contest “I corpi e i luoghi” indetto dall’ “Accademia Mondiale della Poesia” A luglio 2021- Si classifica al TERZO POSTO alla I edizione “Premio Nazionale di Poesia La Masnada” sezione poesia inedita. Da agosto 2021-Redige recensioni su volumi a tema calabro o di autori calabri per la rubrica “Calabria Libri” sulla piattaforma calabriacontatto.it. A novembre 2021- Cura la prefazione della silloge “In 7 parole” di Italo Cirene (VJ Edizioni). A dicembre 2021 Il componimento “L’acrobata” è pubblicato nel volume “Avvocati. Ritratti di una professione” di Gianluca Bellacoscia (YoucanPrint). A Maggio 2022- ll componimento “a(Essenza)” è selezionato per la pubblicazione all’interno della collana di autori vari “Libro Verde (IVVI Editore).

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