Sound&Vision

I Ministri, due live a Torino (+i boschi bruciano)

Scritto da Marco Vitrotto

Due serate sold-out all’Hiroshima mon amour di Torino per il concerto dei Ministri. Ad aprire I boschi bruciano.

La band.

Non c’è da stupirsi per il successo riscosso dalla band milanese, che ha fatto tappa a Torino. Il tour “Aurora popolare” è iniziato il 24 ottobre, e per oltre un mese li porta a spasso per l’Italia a presentare l’omonimo nuovo album. Doveva essere una data sola, il 7 novembre, ma all’Hiroshima la sanno lunga, ed hanno pensato bene di inserirne una seconda il giorno precedente. Ottima scelta! Ed oltre un migliaio di persone non si sono fatte pregare ed hanno bruciato i biglietti.

I boschi bruciano.

Federico, Divi e Michele non sono venuti a mani vuote, in apertura ci portano I boschi bruciano. Band saluzzese giunta al loro terzo album, ed il singolo appena uscito, cuore ribelle. Formazione essenziale: Chitarra, voce e batteria. Sono due fratelli, Pietro e Vittorio Brero, hanno all’attivo oltre 180 concerti, condivisioni e collaborazioni con nomi illustri del panorama del rock alternativo italiano. Dal 2024 si autoproducono, hanno creato il loro studio, Il Granaio, curando così in prima persona anche la registrazione ed il mix. Dal vivo pestano, eccome! Un rock tirato come si deve per aprire un concerto dei Ministri. Da seguire, ascoltare e soprattutto da vedere, un’altra band dal prolifico panorama Pinerolese/Saluzzese, sempre belle sorprese da quell’angolo di Piemonte.

I Ministri.

Giunta all’ottavo album, più vari EP, la band milanese formatasi nel 2003 approda a Torino. La serata si preannuncia calda, lunga coda all’ingresso già un’ora e mezzo prima dell’inizio previsto, buon segno. Dentro la conferma, sala piena e prime file stipate sotto il palco, decisamente corposa la presenza femminile. 21 brani in scaletta, si apre con Avvicinarsi alle casse, poi Aurora polare, il nuovo uscito, e via tra i virtuosismi alla chitarra di Federico Dragogna, le sbandierate le discese tra il pubblico di Divi, fino a surfare sulla folla, con canotto e senza…

Come sempre, dal vivo è un’altra cosa, gli arrangiamenti più tirati, le versioni dei brani si allungano per dare spazio agli assoli, e la vicinanza tra band e pubblico che si vive nei clubs crea quell’atmosfera unica. Tempo e soldi ben spesi.

Un ringraziamento agli uffici stampa e all’insostituibile Glenda di HMA.

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About the author

Marco Vitrotto

Fotografo dall'età di 16 anni, per un po' ho fatto da aiuto per cerimonie varie, così da pagarmi l'hobby. Molto BN, sviluppo/stampa poi dia etc.
I primi concerti nella seconda metà degli anni '80 e fino alla seconda dei '90, poi tutt'altro lavoro e foto quasi esclusivamente in viaggio.
Da un paio d'anni ho ripreso, rinnovato il set-up e nuovamente concerti. La colpa è tutta di Guido Harari!!!
Ho visto una sua mostra l'anno scorso e ho capito che la sindrome di Stendhal esiste davvero...

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