Sound&Vision

I Cani @ Atlantico

Scritto da Michael Sommavilla

Un entusiasmo travolgente che ha reso evidente come il ritorno de I Cani fosse percepito come un evento generazionale e collettivo, più che un semplice concerto

Articolo di Michael Sommavilla
Foto di Chiara Olmi

La prima delle cinque date romane de i Cani all’Atlantico — tutte già sold out — ha segnato ieri il ritorno sul palco della capitale dopo una lunga assenza. Niccolò Contessa è tornato a far cantare un pubblico cresciuto e accompagnato nel tempo dalle sue creazioni.
All’ingresso della band, l’Atlantico è esploso in un boato compatto, un’ovazione che ha immediatamente trasformato la sala in un’unica massa sonora. Un entusiasmo travolgente che ha reso evidente come il ritorno de I Cani fosse percepito come un evento generazionale e collettivo, più che un semplice concerto.
Il live si è sviluppato con un’impostazione essenziale e controllata: nessun eccesso visivo, nessun tentativo di stupire con effetti speciali. La produzione ha privilegiato una linea sobria, con una scenografia elegante, lasciando che fossero le canzoni e i testi a sostenere il peso emotivo della serata. L’esecuzione è stata precisa e diretta, con una scaletta che ha intrecciato i brani del nuovo album post mortem ai pezzi simbolo del progetto.
La reazione del pubblico ai titoli storici è stata immediata. I presenti non sembravano cercare un semplice rito nostalgico: più che celebrare un passato idealizzato, hanno vissuto il concerto come un momento di riconnessione con le proprie esperienze e i propri ricordi legati alla musica, riaffermando il ruolo che molte canzoni de I Cani hanno avuto nella formazione dell’immaginario di un’intera generazione.
Anche i brani più recenti si sono inseriti senza fratture nella struttura del live, confermando una continuità stilistica che ha permesso alla serata di mantenere un ritmo coerente dall’inizio alla fine.
Questa prima data sold out ha ribadito il forte legame tra il progetto e il pubblico romano, mostrando come l’attesa accumulata negli anni abbia trovato una risposta all’altezza delle aspettative: priva di eccessi, ma sostenuta da una solidità artistica evidente.

In seguito la scaletta:

lo
Buco Nero
Colpo Di Tosse
Come Vera Nabokov Hipsteria
Questo Nostro Grande Amore Carbone
Nella Parte Del Mondo Nascosta In Piena Vista
Le Coppie
Post Punk
Aurora
Sparire
Corso Trieste
Felice
Fcft
Un’Altra Onda
Pariolini
Velleità
Calabi Yau
Il Posto Più Freddo
Una Cosa Stupida
Lexotan

Ringraziamo GDG Press e DNA Concerti per averci dato l’opportunità di assistere a questo evento.

Articolo a cura di Michael Sommavilla – foto a cura di Chiara Olmi

https://dnaconcerti.com/

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About the author

Michael Sommavilla

Michael Sommavilla, nasce a Frascati nel 31 dicembre 1995.
La passione per la musica nasce sin dall’infanzia, per poi proseguire nella ricerca e nella comprensione musicale, di generi come la musica elettronica.
Oltre alla ricerca musicale, e alla passione annessa, nell’anno 2014 si avvicina alla produzione musicale, che prosegue tutt’ora sotto l’alias Kronol

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