Recensioni

Homunculus Res – Andiamo in giro di notte

L’Homunculus diventa metafora dell’uomo moderno che, fagocitato dal suo stesso Ego, diventa pericolosa caricatura di sé

Uno degli aspetti più belli del presentare un album è la possibilità di rispolverare per poi riproporre dei frammenti / aneddoti di storia dimenticati. Storie, chiamiamole così, che sono poi la linfa vitale di un progetto musicale o di un singolo lavoro.
Non fa eccezione, a tal proposito, il quarto album dei palermitani Homunculus Res che, a dire il vero, di spunti ne offre talmente tanti che non sarà facile affrontarli tutti e bene, ma quando parliamo di Prog si sa che il rischio è questo. Ad intrecciarsi in quello che è un progetto che si snoda su più livelli conoscitivi sono tanti elementi, dalla filosofia all’attualità, dalla psicologia all’ironia, e Musica ne è la sintesi perfetta. Ci sarebbe da chiedersi perché ci si ostina a considerarla un’Arte minore, ma… È meglio non aprire questa discussione.
Torniamo agli Homunculus Res. La band fondata nel 2010 dai fratelli Di Giovanni e Dario D’Alessandro ha costruito il suo successo nazionale e internazionale proponendo un bel mix di sonorità che affondano le loro radici nella tradizione di Canterbury e del Rock progressivo, sonorità che nel tempo sono state impreziosite dalla presenza di ospiti internazionali e dall’apporto al mix e alla co-produzione di Paolo Botta, tastierista dei Not A Good Sign (gruppo che gli amici di SOund36 conoscono bene).
Non è un caso, infatti, che con quest’ultimo album siano approdati nella prestigiosa squadra della AMS Records. Il titolo è Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco e conclude, almeno per ora, un percorso tematico.
Un percorso iniziato nel 2013 che trae la prima e più immediata ispirazione dalla filosofia di Empedocle che, lo ricordiamo, è siciliano (uso il presente perché immortale). I quattro elementi in connubio con altrettante tematiche (terra / morte – acqua / malattia – aria / sogno – fuoco /consumismo) offrono la possibilità di rispolverare il pensiero filosofico di Empedocle, ma anche di riflettere su tematiche universali.
Per ovvie ragioni ci soffermiamo su Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco, un titolo che potrebbe suonare strano, ma è anch’esso pregno di elementi di riflessione. Si tratta della traduzione del verso palindromo latino in girum imus nocte et consumimur igni, nato forse come un indovinello che col tempo si è arricchito di significati simbolici.
Il filosofo francese Guy Debord in questo verso ha visto e raccontato la frenesia della società dei consumi e, visti i tempi, sembrerebbe che il peggio deve ancora arrivare. I più anziani staranno sicuramente ripensando a le insegne luminose attirano gli allocchi verso profetico dei CCCP.
Album che hanno una complessità che potrebbero far presupporre atmosfere pesanti ma, per quanto i temi siano delicati, il gruppo li affronta con la giusta dose d’ironia.
L’Homunculus, da frutto mostruoso di un procedimento alchemico, sfida che l’uomo creatore lancia a Dio, perde le sue peculiari caratteristiche fisiche per diventare metafora dell’uomo moderno che, fagocitato dal suo stesso Ego, diventa pericolosa caricatura di sé.
Le chiavi di lettura di Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco sono tante, perché anche l’aspetto psicologico non è da sottovalutare. Arrivati a questo punto non so se si tratta di una recensione o una retrospettiva, ma due cose sono certe: una volta apprezzato quest’album fate vostri anche gli altri; retrospettiva o recensione non posso non spendere due parole sulla copertina.
Come nella migliore trazione Prog la copertina del disco ha un suo valore e, in questo caso, è opera di Dario D’Alessandro. Una lucertola distratta in primo piano, delle macchine, di cui una incidentata, lungo una strada stretta e tortuosa e… I colori che contraddistinguono tutti i lavori degli Homunculus Res. Direi tanti elementi su cui riflettere ma… Io devo necessariamente fermarmi qui. Gli amanti del Prog e non solo non dovrebbero mancare all’appuntamento.

Synpress44
Homunculus Res
AMS Records

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Fortunato Mannino

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