Recensioni

Handshake – An Ice Cream Man on the Moon

Caterina Lucia
Scritto da Caterina Lucia

Un album che racchiude brani ben concepiti e scritti, suonati in modo ottimo e appaganti

An Ice Cream Man on the Moon è il nuovo album degli Handshake, band nata nel 2015 dal connubio di interminabili e sudatissime Jam in studio dove un’anima psichedelica e ascolti di un certo tipo hanno aiutato a modellare il sound e la verve stilistica di questo gruppo.
Dopo gli immancabili ascolti, come Pink Floyd, The Beatles e Radiohead, gli Handshake si sono lasciati affascinare da influenze come gli ultimi album di St. Vincent, Arctic Monkeys e Djo, uniti a Tame Impala, Pond e Verdena. Da tutte queste mescolanze degne di nota, ha preso vita An Ice Cream Man on the Moon in un’atmosfera resa calda da Samuele Cangi (produttore artistico di tutti i brani) e dal Blue Moon Rec Studio di Firenze.
L’album racchiude dieci tracce decise ed estremamente curate negli arrangiamenti, nelle quali psichedelia, elettronica e chitarre alt-rock si fondono perfettamente. Nonostante le molteplici variazioni di stile, distribuite sempre con eleganza, le canzoni scorrono con molta coerenza.
A fare da apripista è la psichedelica Lasagna e si prosegue con un groove decisamente più profondo con schitarrate del sapore vintage.
Human Skills è un pezzo che gioca con alcune dinamiche vocali che fanno pensare a Beck, con una struttura musicale che continua ad assere molto seria; mentre l’atmosfera cambia e si hanno sapori da ballad con Promises. Si cambia ancora ritmo, si passa dal british alternative a cadenze elettriche punteggiate dal drumming attraverso soffici nuvole sonore, per brani come The Importance of Being a Penguin e Gage. Si spezza questa continuità con il quasi strumentale al contrario egaG.
Molti ringraziamenti tranquilli e fluidi quelli che scivolano sulle acque di Stuck. Appena più ruvide le sensazioni trasmesse da Dear Shelter, che può contare anche su una chitarra importante. Si esce dal disco sulle ali psichedeliche di DRM e si chiude sul primo atto della formazione toscana, consapevole dei propri mezzi.
Un album che racchiude brani ben concepiti e scritti, suonati in modo ottimo e appaganti anche per quanto riguarda la qualità di scrittura.

About the author

Caterina Lucia

Caterina Lucia

Ribelle, testarda e con un animo fortemente punk. Caotica. A volte spaziale come Arabella, a volte irreale come Astarte. Prepotentemente dark, ma con mille colori dentro. Guardo oltre le apparenze e mi riconosco nei particolari impercettibili.

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