Sound&Vision

Hamid Drake, Pasquale Mirra e Aly Keita @ Correggio Jazz 2026

Scritto da Gabriele Lugli

Quello di Hamid Drake, Pasquale Mirra e Aly Keita è stato un concerto che ha attraversato tradizioni millenarie e linguaggi contemporanei senza mai perdere coerenza, unesperienza immersiva, costruita sullinterplay e sulla fiducia reciproca, che ha saputo coinvolgere il pubblico in un flusso musicale ipnotico e in continua trasformazione.
Fin dalle prime battute il concerto si è sviluppato come un dialogo continuo tra Africa, jazz contemporaneo e improvvisazione libera. Il balafon di Keita ha portato in scena il respiro ancestrale delle tradizioni dellAfrica occidentale, mentre il vibrafono di Mirra ne ha raccolto gli echi trasformandoli in colori cangianti, sospesi tra lirismo e ricerca timbrica. Al centro, la batteria di Drake ha agito come una forza generatrice, capace di sostenere, provocare e indirizzare il flusso musicale con una naturalezza impressionante.
Particolarmente convincente la prova di Pasquale Mirra, capace di utilizzare il vibrafono come strumento armonico ma anche come percussione pura, dialogando con Keita in un gioco di riflessi che spesso sembrava annullare le distanze geografiche e culturali tra i due strumenti. Drake, dal canto suo, ha confermato la statura di maestro assoluto dellimprovvisazione.

HAMID DRAKE  – batteria;

PASQUALE MIRRA – vibrafono;

ALY KEITA – balafon

 

 

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About the author

Gabriele Lugli

Emiliano di origine, da anni residente nel mantovano Gabriele Lugli sin dall’età di 16 anni si interessa all’arte fotografica.
Inizialmente appassionato alla paesaggistica, si dedica in seguito a reportage di viaggio e a foto di concerti Rock e Prog per poi approdare, al jazz.
Dal 2016 la passione per questo genere musicale lo porta ad essere presente a festival, jazz club e teatri di molte città italiane.
Tra i suoi ispiratori, grandi maestri quali William Claxton, Larry Fink, Herman Leonard e l’italiano Giuseppe Pino.
È abitualmente accreditato nei più importanti festival di musica jazz come Umbria Jazz, Mantova Jazz, Locomotive Jazz, Bologna Jazz, JazzMi, Novara jazz e Padova Jazz Festival, dove nel 2019 ha esposto durante il festival una sua mostra personale allo storico Caffè Pedrocchi.
Accreditato dal 2018 a Time in Jazz nel 2020 è stato fotografo ufficiale.
Con l’Associazione Fotografi Italiani di Jazz, ha preso parte a mostre collettive come il Festival Internazionale di fotografia di Trapani, al Photofestival Milano e alla mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo. Recentemente ha esposto sue foto Jazz in mostre personali in Jazz Club emiliani come ad esempio Cantina Bentivoglio a Bologna, al Centro Candiani di Mestre e al Teatro Ristori di Verona.
Dal 2017 fa parte dei fotografi de “Il Jazz italiano per le terre del sisma” all’Aquila, progetto che ha portato alla pubblicazione di 5 libri fotografici i cui protagonisti sono esclusivamente musicisti jazz italiani.
Nel 2021 e 2022 è stato tra i 30 finalisti del concorso Jazz World Photo.

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