Sound&Vision

Grado Jazz Festival @ Grado

Udin&Jazz cambia location e si trasferisce a Grado, donando al festival un’aria più libera e serena, senza far mancare sul palco artisti di spessore!

Giorno #1

Questa nuova location di Udin&Jazz, che dopo molti anni (28 ndr.) si trasferisce a Grado, dona al festival un’aria più libera, più serena.
Una domenica sera di grande musica, in questa prima giornata marina del festival, che ha già comunque avuto delle anteprime di grande successo nei mesi passati. Euritmica e il suo direttore artistico, ancora una volta, ci deliziano con scelte musicali di grande spessore.
Un primo assaggio nella serata con il Quinteto Porteno, composto da Nicola Milan (fisarmonica), Daniele Labelli (pianoforte), Nicola Mansutti (violino), Roberto Colussi (chitarra) e Alessandro Turchet (contrabbasso). Un quintetto di artisti che seguono e sviluppano progetti di musica Argentina. Nessun pezzo ripreso o rifatto, solo loro pezzi originali di grande impatto musicale ed emotivo, echi di musica balcanica in qualche passaggio, ma le Milonghe sono quelle che il pubblico apprezza di più.
Il mood Argentino viene accolto con una forte e fragorosa risposta da parte del pubblico.
Continua la Serata con “Tempo di CHET” con il trio che durante gli scorsi mesi ha portato in tour lo spettacolo teatrale dedicato alla figura, umana e musicale, di Chet Baker, indimenticato trombettista. Un concerto dove la tromba di Fresu raccoglie anche il “lascito” di Miles Davis, quella voce femminile della tromba sordinata che ha ammaliato Fresu sin dai primi passi musicali.
Il trio composto da Paolo Fresu alla tromba/flicorno, Marco Bardoscia al contrabbasso e Dino Rubino al pianoforte, porta sul palco di GradoJazz solo la parte musicale dello spettacolo, che comincia con una My funny Valentine, pezzo molto amato da Chet Baker. Si prosegue con pezzi scritti da Fresu e si termina con un omaggio al grande Joao Gilberto scomparso proprio in questi giorni.
Una grande serata di musica che ha riempito l’aria di note importanti.
Ringraziamo Euritmica, Marina Tuni, che ci ospita sempre con grande gioia, il direttore artistico Giancarlo Velliscig per le scelte musicali perfette, gli artisti che si sono esibiti.

 Giorno #2

Seconda giornata della tappa gradese di Udin&Jazz by Gradojazz.
Ci presentano la serata Max De Tomassi (Rai Radio uno) e Giancarlo Velliscig direttore artistico del festival e di Euritmica.
Una serata intensa e travolgente, piena di ritmo.
Un primo set con un trio ancora poco conosciuto, Amaro Freitas, piano Hugo Medeiros, batteria, percussioni, Jean Elton, contrabasso.
Amaro Freitas, brasiliano, non ci concede neanche un minuto per riflettere su quanto abbiamo ascoltato, un treno in corsa, un galoppo di cavalli impazziti, nulla ferma questo giovane compositore che suona il piano percussivamente ma con tempi impossibili, lascia tutti senza fiato, a volte il ritmo sembra essere ipnotico.
Improvvisazione, qualche aria ad omaggiare la nostra Italia all’interno dei suoi pezzi. I due compagni di viaggio alla sezione ritmica sostengono senza indugio l’incedere del pianoforte.
Il trio approderà al Festival di Montreaux e crediamo sarà un grande successo! Il pubblico è sospeso senza fiato ad attendere la fine dei
pezzi che a volte sembrano risolversi ma con cambi di tempo e melodia sorprendono tutti, da treni in corsa a lievi soffi di vento tra le fronde dei salici.
Un nuovo modo di interpretare e fondere jazz e radici Brasiliane.
Se il primo set travolge, il secondo è uno tsunami di musica. Una big band, la North East Ska Jazz Orchestra (Stefano Fornasaro, Giovanni Cigui, Davide Mauro, Giorgio Giacobbi, Jurica Prodan, Max Ravanello, Alice Gaspardo, Marco Kappel, Daniele Raimondi, Lucamaria Trevisan, Gabriele Marcon, Pietro Sponton, Marco D’Orlando, Roberto Amadeo, Filippo Ieraci, Stilian Penev, Rosa Mussin, Freddy Frenzy, Michela Grena) ci spettina con la folta e potente schiera di fiati che appoggia basso, chitarra, tastiere e batteria, nell’esecuzioni di pezzi Ska, jazz con qualche incursione nel reggae nel funky e con trio vocale molto ben assortito e potente.
La conseguenza di tutto questo? Pubblico in piedi e ballo!
Finisce la serata con il quartetto Lorena Favot 4et, più jazzy, più intimo.
Lorena Favot voce, Mauro Costantini piano, Alessandro Turchet cotrabbasso, Aljosa Jeric batteria/percussioni.
Importante segnalare che la serata era ad ingresso libero.
Grazie ad Euritmica per l’accoglienza e a tutti gli artisti.

Giorno #3

Anche questa sera Max de Tomassi ci introduce alla serata. Musica sbarazzina, marina, frizzante, con una commistione di generi che i Licaones, abili trascinatori di platee, vivaci ed allegri portano sul palco al primo set della terza giornata del GradoJazz. Qualche gag, molta simpatia e anni di concerti alle spalle, un quartetto che riesce sempre a coinvolgere il pubblico con la propria musica che ad un primo ascolto risulta molto semplice quanto fruibile, ma non lasciamoci ingannare! Questa facilità di ascolto è opera di quattro professionisti di alto livello musicale. I due frontmen Mauro Ottolini, direttore di orchestra, musicista con collaborazioni in tutto il panorama musicale jazz internazionale e nazionale, con il suo trombone, ed una tecnica perfetta lascia senza fiato (appunto..) durante l’ascolto dei suoi assoli, Massimo Bearzatti al sax, anche lui con alle spalle collaborazioni infinite, sfodera un suono perfetto e senza sbavature. Alla batteria Paolo Mappa, profondo conoscitore del flamenco, lascia il segno senza essere invadente, preciso e incisivo e all’organo Hammond “il reverendo” Oscar Marchioni che arrotonda il tutto inserendo quel groove anni sessanta che piace molto al pubblico. Sia Mappa che Marchioni li troviamo, il primo, più facilmente in Italia, il secondo in Francia in decine e decine di collaborazioni musicali importanti. Continua la serata ed è Cuba la protagonista. Il pianista Gonzalo Rubalcaba con il bassista Armando Gola ed il batterista Ludwig Alfonso. Rubalcaba, scoperto da Gillespie che gli ha fatto da maestro, è un virtuoso della tastiera, come Amaro Freitas, anche lui ha uno stile percussivo, anche se forse meno “violento”, con una capacità di trasformare il suono del pianoforte in voce a volte dolce e vivace a volte greve e scura che guida il trio mettendo bene in chiaro chi “guida”. Il basso a sei corde di Gola molto spesso riprende le melodie di Rubalcaba in un gioco e di botta e risposta e di unisono, molto gradevole ma non invadente. Pulito e ben fermo al suo posto il batterista Alfonso che non perde un tempo anche negli stacchi e nei cambi di tempo con un suono limpido e senza fronzoli. Un grande momento di musica che il pubblico di GradoJazz accoglie con molto calore.La serata termina con HUMPTY duo, Luca Dal Sacco alla chitarra e Matteo Mosolo al contrabbasso, con il loro progetto Synchronicities dedicato alla musica di Sting e Police che accompagna verso la notte il popolo di GradoJazz che si lascia coinvolgere in questo più “intimo” momento musicale.Un ringraziamento a Euritmica e a tutti gli artisti. Testi e foto di Erminio Garotta

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