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Gli Insetti Nell’Ambra – Aleph

Fortunato Mannino

Aleph, questo il titolo del mini album, alla fine dell’ascolto risulta essere un vero gioiellino

Il disco di cui parliamo oggi è, per diverse ragioni, insolito. Insolito è il nome scelto dal duo che forma il gruppo, insolito è il formato con cui viene proposto. L’aggettivo insolito ha, ovviamente, un’accezione positiva. Andiamo con ordine: nome del gruppo Gli Insetti Nell’Ambra. Un nome come tanti? Credo proprio di no. Io parlerei, invece, di un manifesto d’intenti.
Un insetto che rimane invischiato nella resina è, semplicemente, un insetto morto, intrappolato nella resina. Se passano milioni di anni la resina è diventata un gioiello prezioso e l’insetto
testimonianza di un qualcosa che fu. E fin qui Scienza spicciola. Se trasliamo il concetto al gruppo, diremo che l’approccio alla composizione testuale e musicale si richiama ad un garage-psychedelico con notevoli influenze Kraut. E con Kraut intendo quella voglia di sperimentare, miscelare sonorità che ha come scopo ultimo creare qualcosa di nuovo e non convenzionale. Morale: Aleph, questo il titolo del mini album, alla fine dell’ascolto risulta essere un vero gioiellino. Il titolo ha in sé rimandi all’infinito e a tutto quel simbolismo che ruota intorno ad esso, ma richiama alla memoria anche la bellissima raccolta di racconti dello scrittore argentino Jorge Luis Borges, citato esplicitamente nella title-track.
Brano impreziosito dalla collaborazione di
Luciano Chessa, artista che amiamo, più volte presente sulle nostre pagine e di cui prestissimo torneremo a parlare. Un altro esplicito riferimento letterario è in Riflessi, che prende spunto da un’opera di Aldo Palazzeschi. Ma, a dire il vero, i riferimenti colti e gli spunti di riflessione iniziano dall’osservazione della copertina e si concludono con l’ascolto del ventiseiesimo minuto.
A completamento di quanto preannunciato, aggiungo che il supporto, con cui viene offerto il mini album è una musicassetta rosa. Un’edizione numerata e limitata a 75 pezzi, elegante e carica di spunti la copertina elaborata da Reg Mastice. Anche questa una scelta che li lega ad un romantico passato ormai remoto, che giunge ai contemporanei in tutta la sua algida bellezza attraverso i formati digitali. Il cerchio, a questo punto, potrebbe chiudersi, ma rimarrebbe in sospeso la risposta alla legittima domanda: Ma chi sono Gli Insetti Nell’Ambra? È un duo italiano residente a Parigi, composto dal cantante e bassista Ludwig van Baloney Boschi autore dei testi e delle linee di basso, e dal chitarrista Chris Bronkos Bettoli.
Fanno parte della
scuderia della Skank Bloc Records, etichetta impegnata a preservare e promuovere quel genio e quella creatività italiana che un’Italia sempre più conformista tenta di soffocare.

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