Sound&Vision

Giovanni Mattaliano e Massimo Patti @ Teatro Rapsodica

Annalisa Nicastro

Mi accomodo nel salotto di casa per ascoltare il concerto ed inizia il viaggio

Quanta cultura e quanta bellezza ho sentito la scorsa sera al Teatro Rapsodica di Roma con il concerto di Giovanni Mattaliano e Massimo Patti, il primo è un fiatista e l’altro contrabbassista, entrambi compositori eccezionali.
Ancora una volta la serata “A Tu per Tu”, organizzata dall’Associazione Rapsodica insieme a Jonathan Giustini di Radio Città Futura, è stata perfetta e di una bellezza straordinaria, quasi rara.
Appena arrivata sono subito stata travolta dalla simpatia di Mattaliano&Patti, abbiamo scherzato sui catanesi e sui palermitani, questi ultimi tutti nobili e filosofi. E loro vengono proprio da lì, da Palermo,  da quella cultura antichissima che hanno espresso con passione in tutta la loro performance.
Mi accomodo nel salotto di casa per ascoltare il concerto ed inizia il viaggio. Un viaggio che porta me e il pubblico vicino e lontano, con un repertorio molto vario che spazia da musiche originali di Patti e Mattaliano della tradizione jazz/ebraica, passa per Duke Ellington, continua con le musiche siciliane e arriva a Bach, Puccini e Morricone.
Con la musica scorrono delle foto suggestive di Giuliana Torre, che ci suggeriscono atmosfere di un viaggio in Oriente; la maggior parte delle musiche è tratto dal loro ultimo cd “Soteira”, che significa Salvezza, e più precisamente che la salvezza arriverà dalle anime femminili e dalla loro sensibilità.
Per due brani il viaggio continua in tre, con uno special guest, il cantautore Emanuele Belloni. Davvero molto bravo.
Prima di chiudere il concerto con il  brano  Soteira, suonano Luglio 92, un omaggio a Falcone e Borsellino, un omaggio a chi non ha paura e va avanti con coraggio.
Grazie a Mattaliano e Patti, due grandissimi interpreti italiani e a Rapsodica che come sempre ci accoglie con ospitalità e calore e ci fa sempre sentire a casa.

Foto del concerto di Victor Deleo


About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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