Recensioni

Giorgi Mikadze – Georgian Microjamz

Fortunato Mannino

Georgian Microjamz è un album di grande valore, che regala input culturali e sonorità nuove

Viviamo strani giorni cantava il maestro Battiato e come dargli torto, soprattutto oggi che le nostre certezze di uomini occidentali sono minate alla base da un virus. Giorni che sonostati interminabili con ore da trascorrere in casa, senza che paura e ansia abbiano il sopravvento. E la differenza, in questi casi, la fanno le passioni e gli interessi. Le ore e i giorni sono preziosi perché vanno e non ritornano e, per questo, non vanno sprecati. La musica e la lettura sono le migliori cure: arricchiscono l’anima e ci consentono di viaggiare senza muoverci da casa. Questo, al momento è stato per fortuna, il leitmotiv delle mie giornate.
E le righe che state per leggere nascono, infatti, dopo gli ascolti di Georgian Microjamz ultimo lavoro del tastierista microtonale Giorgi Mikadze. Album che ci permette, al tempo stesso, un approccio con la musica tradizionale georgiana e con l’evoluzione che ne fa uno dei musicisti più importanti di quella nazione.
Volevo costruire una sorta di ponte tra l’antica Georgia e il nostro mondo attuale queste le parole di Giorgi Mikadze.
Uno dei pilastri, dunque, è la musica popolare georgiana che ha nella modulazione del suono della voce la caratteristica principale. Un mondo affascinante e sconosciuto ai più, ma per capirne l’importanza basta pensare che Chakrulo, classico della canzone popolare georgiana, è nel famoso Voyager Golden Record e viaggia ancora nello spazio interstellare. L’altro pilastro è rappresentato dalla ricerca e dalla sperimentazione. Mikadze attraverso la musica microtonale cerca di replicare con gli strumenti le mille sfaccettature della voce e nello stesso tempo evolve la musica folk georgiana attraverso la contaminazione con altre sonorità. Progetto non semplice da realizzare e appare naturale, dunque, la collaborazione con il chitarrista americano David Fiuczynski, che ha incorporato i microtoni nelle sue fusioni rock-jazz.
I due avevano già collaborato nel 2017 in occasione dell’uscita dell’album Mikrojazz! Neue Expressionistische Musik, che abbiamo presentato sulle nostre pagine.
A completare il quartetto il bassista greco Panagiotis Andreou, il batterista Sean Wright e ospiti di primo piano: il coro georgiano Ensemble Basiani e la cantante ed etnomusicologa Nana Valishvili.
Se l’album risulta nel suo insieme spiazzante per bellezza e fascino, è proprio con la voce di Nana Valishvili che tocca il suo apice emotivo. Presta, infatti, la sua splendida voce a Moaning, ode funebre che ricorda i caduti del 2008 della guerra russo-georgiana. Il brano rappresenta anche la sintesi perfetta della commistione tra tradizione e modernità, considerato che la voce si dipana su un ritmo rock.
Giorgi Mikadze ha dichiarato che continuerà a esplorare, evolvere e proporre le sonorità della sua terra natia e siamo sicuri che lo farà ma, al momento, questo è uno splendido unicum.
Georgian Microjamz è un album di grande valore, che regala input culturali e sonorità nuove e che porta un marchio di qualità assoluta: RareNoiseRecords.

Giorgi Mikadze

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