Sound&Vision

Gio Evan @ Auditorium della Conciliazione

Scritto da Chiara Lucarelli

Gio Evan a Roma: parole e musica da assaporare fino in fondo

Roma, 6 novembre. L’Auditorium della Conciliazione è pieno, ma l’atmosfera non ha niente a che vedere con l’adorazione mistica che spesso accompagna i live di Gio Evan. 
Nell’aria, fin da subito, si percepisce qualcosa di diverso: questa volta il poeta-cantautore più divisivo del panorama italiano sceglie di giocare a carte scoperte. Niente fronzoli esoterici, niente teatralità da guru del benessere emozionale. Solo musica, parola e un certo gusto nel ribaltare le aspettative.
Evan entra in scena asciutto, con una presenza più concreta del solito. Non c’è voglia di abbracciare il mondo — sembra più interessato a scuoterlo. La scaletta parte tesa, diretta. La voce è ruvida, viva, con quei difetti che fanno storcere il naso ai puristi ma che, dal vivo, funzionano come un marchio d’autenticità.
I monologhi? Meno sermoni, più stilettate. Evan parla d’amore senza zucchero, di fragilità senza piagnistei, della vita con quel misto di ironia e cinismo che non ti aspetti se l’hai conosciuto solo attraverso i suoi aforismi virali. Ogni tanto sfiora il rischio della retorica, ma si ferma un centimetro prima — e quel centimetro fa tutta la differenza. L’ironia misurata di alcuni suoi funambolici giochi di parole, riecheggia a volte quella di un giovane Alessandro Bergonzoni, sempre geniale ed sorprendente nei suoi accostamenti fonetici.
La band che lo accompagna è una macchina perfettamente oliata: arrangiamenti puliti, zero compiacimento, una tensione costante che tiene lontano il concerto dallo sfociare in un semplice pop. La batteria incalza, le chitarre graffiano, i synth accompagnano nel viaggio durante le pause senza mai cadere nel banale.
Il pubblico esce con la sensazione di aver visto un artista che, almeno per una sera, si è spogliato dalle vesti di funambolo emotivo per diventare un performer solido, più concreto, più vero. E sì, paradossalmente più pericoloso. Perché quando Gio Evan toglie gli strati, si mette finalmente a nudo, e trasforma un suo concerto in qualcosa di più intimamente personale, la sua voce — quella vera — arriva molto più lontano, e risuona nell’animo del suo pubblico come solamente le cose dettate da un’onestà emotiva ed intellettuale vera sono in grado di fare.

About the author

Chiara Lucarelli

Sono nata a Roma e cresciuta coltivando contemporaneamente diverse passioni: la musica, il teatro, la fotografia, i viaggi ed il cinema.
Dopo aver trascorso svariati anni spaziando dall’una alle altre in maniera alternata, ho trovato infine una modalità che mi permettesse di coniugarle tutte in contemporanea, quella della fotografia musicale, di spettacolo e performance artistica in senso più ampio.
Mi occupo di live report di concerti, teatro, interviste e ritratti.

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