Sound&Vision

Gazebo Penguins + Toot @ Ponte Rock

Emanuela Rea
Scritto da Emanuela Rea

Gazebo Penguins + Toot @ Ponte rock, 27 agosto 2016
Foto di Emanuela Rea

Nella splendida cornice del Parco San Germano ad Arpino, provincia di Frosinone, ha avuto luogo la decima edizione del Ponte Rock, un festival ormai consolidato e volto a promuovere la musica indipendente, di portata nazionale e locale, organizzato dall’Associazione Culturale Prossimamente.
Si sono esibiti in apertura i Falasca, nati nel 2009 come cover band e dal 2015 impegnati nel progetto di rivalorizzare il punk rock e riportarlo sulla scena italiana. A seguire I Coffeeshower, un gruppo di ragazzi dell’Aquila formatosi nel 1999 dalle piacevoli sonorità rock e post punk.
In chiusura ancora un susseguirsi di emozioni sulla scia della carica del post hardcore firmato Gazebo Penguins, band formatasi a Correggio nel 2004 ed infine direttamente dalla Capitale i Toot, instancabili sul palco, con il loro sound caratterizzato da contaminazioni che spaziano dall’elettronica alla techno, hanno portato una vera e propria esplosione di energia e balli sfrenati, regalando un’indimenticabile finale di serata a tutti gli spettatori.

Articolo e foto di Emanuela Rea

Gazebo Penguins

Toot


Falasca + Coffeshower

About the author

Emanuela Rea

Emanuela Rea

Sono un’ appassionata di musica e fotografia.
Iscritta dal 2016 all’ Associazione Fotografica Frosinone Onlus ho potuto acquisire i mezzi per iniziare a coltivare questo mio interesse, spaziando tra diversi generici fotografici dalla street photography al reportage al ritratto e così via.
Attraverso la fotografia posso lasciarmi ispirare dalle situazioni ed esprimere me stessa senza inibizioni, nello scatto ci sono io, il mio modo di vedere le cose e raccontarle a chi le sta guardando. E’ la mia storia. La stessa che ritrovo quando ascolto la musica.
La musica è ritmo, emozione e nella fotografia credo che il ritmo visivo produca le stesse sensazioni, che scaturiscono dalla medesima, dalla percezione del viaggio che le note ci fanno intraprendere, per questo le considero l’una il prolungamento dell’altra. Le considero quasi complementari e pur essendo agli albori di questa avventura vorrei riuscire a portare il fruitore sotto il palco per intraprendere questo viaggio insieme…

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