Recensioni

Gatos Do Mar – La Sindrome di Wanderlust

Fortunato Mannino

Se quest’anno di Musica ha una sua peculiarità, questa peculiarità ha un nome ben preciso: Napoli. Città bellissima e affascinante spesso vittima dei suoi stessi stereotipi che, in questo particolare momento storico, ha un panorama musicale ricchissimo e variegato. Tanti bravi musicisti che, pur nella loro originalità, non dimenticano quelle che sono le loro radici e quella mediterraneità che, volenti o nolenti, le città del sud Italia hanno nel loro DNA. Continuo, dunque, questo percorso umano e culturale condividendo con voi le sensazioni del mio ultimo ascolto: La Sindrome di Wanderlust secondo album dei Gatos do mar.
Iniziamo subito con la mera cronaca: al duo, composto da Annalisa Madonna alla voce e Gianluca Rovinello all’arpa, si è aggiunto Pasquale Benincasa che si occupa delle percussioni. Nomi che, probabilmente e ingiustamente, potrebbero sembrare nuovi a molti, ma basta una semplice e veloce ricerca su internet per scoprire curricula di tutto rispetto. Lasciamo la cronaca e passiamo all’album vero è proprio, partendo proprio dal titolo. Qualcuno si domanderà: cos’è la sindrome di Wanderlust? Non è altro che quella smania di conoscenza e avventura che spinge molte persone a spostarsi da un paese all’altro. L’Ulisse dantesco, un bel po’ di secoli prima dell’uso del termine tedesco coniato nel 1902, era stato chiarissimo: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza. Ma se Dante è un uomo del ‘300 è altrettanto vero che lo spirito d’avventura e di conoscenza sono insite nell’uomo da sempre. Come si materializza tutto ciò in un album? Innanzitutto con la ricerca sonora, che spinge il trio alla ricerca e alla commistione di suoni, ai più attenti non sarà sfuggito, per esempio, l’uso dell’arpa. Una ricerca che sublima sonorità mediterranee con quelle più tipicamente latine senza tralasciare suggestioni africane. Un bell’esempio è, per esempio, Violeta, canzone dedicata all’ultimo e disperato giorno di Violeta Parra poetessa e cantautrice cilena che, non riuscendo a sopportare la fine della sua relazione con il flautista Gilbert Favre, si suicida.
Un viaggio nei suoni, nelle suggestioni, nelle vite non poteva non prevedere una rilettura del celeberrimo brano Sodade di Cesária Évora. Difficile dare una definizione di saudade, ma non sbagliamo se indichiamo quella dimensione nostalgica che colpisce coloro che sono lontani da qualcuno o da qualcosa. Ne La Sindrome di Wanderlust esiste anche l’aspetto più tradizionale e quotidiano che è rappresentato sia dall’armoniosità della lingua napoletana, sia dal racconto di luoghi ed eventi. L’album, uscito per RadiciMusic Records il 15 maggio, offre tanti altri spunti di riflessione, ma non tutto può essere raccontato e, comunque, più delle parole ciò che conta è l’ascolto.

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