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FRANKIE MAGELLANO: voce a Pier Vittorio Tondelli

Annalisa Nicastro

La seconda vita di Frankie Magellano sembra voler mettere le radici in una veste più teatrale che puramente di canzone. Ci aveva già provato e fu sicuramente fortunato il tentativo – che ritroviamo peraltro anche in questo disco – in cui restituiva la sua musica al testo di Piero Vittorio Tondelli dal titolo “Amore mio fallimentare”. Correva l’anno 2011.
Oggi ne fa un intero lavoro e non solo più un brano isolato. Esce il 27 gennaio per Muki Edizioni il disco “Ho poco ma c’ho” ed è un concentrato di poesia in musica, di letture e testi in discipline metriche sonore. Che poi in alcune occasioni lo stesso Tondelli scrisse qualcosa che doveva esser concepito davvero per una canzone. Ma per il resto il genio di Frankie Magellano (all’anagrafe Matteo Morgotti) è riuscito a sagomare e a plasmare della musica attorno alle parole non sue, in un modo assai naturale e personale (soprattutto), che quasi non si scorge il limite che separa l’ecosistema dei due artisti in comunione se pur virtuale. Difficile trovare differenza d’anime e pensieri, quasi non si scorge chi ha scritto o chi ha composto musica. Come se i due si fossero davvero incontrati in un oggi estraneo al tempo corrente, come se avessero scritto a due mani un’opera che scivola e si lascia consumare velocemente. Rapisce l’enfasi e la pastosa emozione della voce di Magellano, colpisce l’incastro perfetto delle parole e dei loro significati con la melodia cucita su misura.

08 orizz

Se poi pensiamo che Magellano viene da Correggio, se pensiamo a Radio Freccia, a Ligabue di quel periodo, se pensiamo a quel certo modo di narrare di Guccini e, se anche solo per un attimo, riportiamo alla mente il monologo di Stefano Accorsi, allora non abbiamo via di scampo ascoltando la chiusura di questo bellissimo disco. Il sapore, e solo quello sia chiaro, par essere proprio quello quando parte l’ultima traccia (uno dei due brani presenti nel disco ad essere interamente recitate e non cantate) dal titolo “Conclusione (Lettura da “L’abbandono”)”. Perché è questo il mondo che ci regala Frankie Magellano. Almeno è questo quello che mi ha riportato alla mente.
E se per tutto il disco la musica è caratterizzata da un pianoforte protagonista, solo a condurre per mano qua e la colori acustici di batteria spazzolata, chitarra e contrabbasso, arriva poi la traccia “Macho Man” che rivoluziona il mood con una “Farfisa” antica e una chitarra elettrificata ma non troppo.
Frankie Magellano gira l’Italia con “Il piccolo teatro mobile schifoso”. Frankie Magellano si fece portar via in una bara per decretarsi la morte “artistica”. Qualche buona stella gli ha suggerito al tempo che fu di tornare a vivere. Artisticamente. E a quanto pare ora ci ha preso gusto. Per fortuna…

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Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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