Recensioni

Franco “Bifo” Berardi/Marco Bertoni – Wrong Ninna Nanna

Scritto da Fortunato Mannino

E’ un album impegnativo, disturbante, schietto che induce alla riflessione e per questo è già oggi uno dei miei album dell’anno.

Che molti degli album usciti tra la fine del 2020 e il 2021 rispecchino quel clima contraddittorio e drammatico che stiamo vivendo, è un dato di fatto. Ma è altrettanto vero che limitare l’analisi, di quelli che possiamo definire senza troppi problemi testimonianze di un’epoca, all’aspetto pandemico è assolutamente riduttivo. Sono anni che la Musica, quella socialmente più impegnata, ci sta mettendo in guardia dai pericoli della delirante deriva del capitalismo. Un’analisi impietosa di quella che è la decadente società occidentale e di una politica che subordina ogni sua decisione all’economia. Una situazione o meglio un collasso peraltro ampiamente e scientificamente previsto dal modello Word3 elaborato nei primi anni ’70 del secolo scorso. La domanda che oggi una parte di intellettuali e di scienziati si pone è: siamo ancora in tempo? Difficile dare una risposta a questa domanda, ma alla luce di quello che sta succedendo la mia sensazione è che si sia innescato un meccanismo irreversibile, pronto a sacrificare sull’altare della sopravvivenza di pochi gli strati più bassi della popolazione mondiale.
Una visione apocalittica che nel disco di oggi ha trovato una sua colonna sonora. Wrong Ninna Nanna, questo il titolo, è una ninnananna sinistra quanto reale, una ninnananna composta da dodici liriche nelle quali si narrano le varie forme di un’autodistruzione che sembra aver imboccato la via del non ritorno.
Anche se l’album è stato pubblicato quest’anno, la sua genesi risale all’estate del 2019 e, di conseguenza, ben prima di quello che è l’evento pandemico. Due le menti creatici dell’opera: il filosofo comunista Franco “Bifo” Berardi, autore di molti libri sul ruolo dei media e dell’informatica nel capitalismo post-industriale nonché acuto osservatore dei cambiamenti sociali; Marco Bertoni, membro fondatore della band Confusional Quartet una delle prime a superare l’idea di genere musicale. Ha anche prodotto con Enrico Serotti, New Machine Voice, lavoro di ricerca sulla voce umana con la voce di Carmelo Bene, Kathy Berberian e Demetrio Stratos e ha scritto le musiche per il gruppo teatrale Magazzini Criminali e per il coreografo Enzo Cosimi (Occhesc). Il primo ha scritto i testi, il secondo le musiche e insieme li hanno affidati a Lydia Lunch e Bobby Gillespie, artisti che non hanno bisogno di presentazioni, che recitandoli hanno dato voce all’apocalisse.
Heart and World, brano che apre l’album, mette subito in contrapposizione le parole Terra e Mondo. La prima intesa come pianeta, un pianeta che si ribella a quell’umanità che ne ha stravolto la fisionomia e gli equilibri. E le conseguenze delle pandemie e dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto dei più poveri e di ha occhi per osservare e capire. Osservare e capire sono le qualità che la società occidentale, ebbra del suo edonismo e del suo egocentrismo, ha smarrito irrimediabilmente. E chi ha queste capacità / sensibilità si trova a dover fare i conti con una moltitudine di gente che li considererà agitatori o Preachers of Despair. Le forme dell’apocalisse, come scritto precedentemente, si dipanano lungo dodici testi caustici resi più abrasivi dalle voci degli interpreti. Un percorso in cui si risparmiano aspre critiche ai media, all’idea finta di libertà, al dramma delle migrazioni e, non ultima, alla politica statunitense. Wrong Ninna Nanna è un album impegnativo, disturbante, schietto che induce alla riflessione e per questo è già oggi uno dei miei album dell’anno.
Ogni lirica meriterebbe pagine a sé visti i tanti i riferimenti a fatti accaduti negli ultimi anni ma che, alla fine, senza paura di sbagliare posso dire stanno accadendo.
Ma la riflessione potrebbe anche avere carattere del paradosso: stiamo devastando il nostro pianeta, ognuno con le sue singole responsabilità, ma cerchiamo vita microbiche nell’universo. Si cercano nel calendario Maya le profezie e la data della fine del mondo mentre il mondo è già agonizzante (che poi venga raffigurato quello azteco o meglio mescica che è più scenografico e che, alla fine, siano stupidate non interessa a nessuno). Si festeggiano in piazza i successi calcistici, inutile dire che gli altri sport non contano, ma per i diritti negati si preferisce la poltrona e il bar. Si chiede giustizia ma vi votano personaggi dalla fedina penale sporca o, decidete voi se meglio o peggio, gente senza arte né parte. E si potrebbe continuare con altri paradossi ma, a questo punto, è chiaro che, al di là del racconto e al di là della riflessione, è necessaria una globale e concreta presa di coscienza ma… La Storia dimostra che è utopia.
Wrong Ninna Nanna è uscito sono in vinile, tiratura 500 copie, per 42Records.

 

Franco “bifo” Berardi
Marco Bertoni
42Records

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Fortunato Mannino

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