Recensioni

Franco Baggiani – Memories Of Always

Fortunato Mannino

Inseguire per poi abbandonarsi e perdersi nei chiaroscuri dei fraseggi, è questo il modo migliore per accostarsi a Memories Of Always

Classicità e modernità, estro creativo e tradizione si fondono mirabilmente nell’ultimo lavoro di Franco Baggiani. Il poliedrico e prolifico trombettista jazz ci regala Memories Of Always, suo tredicesimo album. Sette brani registrati in presa diretta nei quali la classicità, che è rappresentata in primis dal Miles Davis di metà anni ’70 ma anche da Ornette Coleman, Sun Ra e Alfredo Casella, si rigenera nello stile unico del trombettista fiorentino.
Come tutti i suoi dischi anche Memories Of Always è frutto delle alchimie che nascono dal feeling, dallo stato d’animo del momento, della genialità compositiva dell’attimo. Tutto questo ha in sé la peculiarità dell’imprevedibilità che spiazza e stupisce, travolge e avvolge l’ascoltatore.
Inseguire per poi abbandonarsi e perdersi nei chiaroscuri dei fraseggi, è questo il modo migliore per accostarsi a Memories Of Always. Lasciar libera la mente senza inseguire generi ed etichette che, a dire il vero, non so neanche se effettivamente esistono nella mente di chi compone.
Un viaggio lungo e affascinante in cui apprezzerete la tecnica raffinata e amerete le atmosfere create dalla melodia.

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