Recensioni

Franco Baggiani – Divergent Directions

Fortunato Mannino

Un disco di caratura internazionale

Prolifico quanto ispirato, torna a solo un anno di distanza dal suo ultimo album Franco Baggiani.
Il trombettista fiorentino riduce i membri della band, che l’hanno accompagnato nel precedente album, a Giacomo Downie (sax baritono), Fabio Ferrini (percussioni), Alberto Rosadini (batteria) e inserisce Michele Staino al basso e, come lui stesso dichiara, si lascia andare a suggestioni intente a rievocare i quartetti di Ornette Coleman, il trio Air, gli Art Ensemble.
La scelta dell’ensemble e l’idea originaria del progetto sono chiara volontà di dare alle composizioni tinte cupe e introspettive che, musicalmente, ci riportano alle origini dell’avant-garde jazz. Una rilettura a cui tutti i musicisti aggiungono arte e creatività frutto di un’improvvisazione quasi assoluta visto che Divergent Directions, questo il titolo dell’album, è il frutto di un’unica sessione in studio.
Un disco di caratura internazionale che, nella sua complessità, risulta gradevole anche a chi non è avvezzo a queste sonorità.

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