Recensioni

Francesco Di Giacomo – La Parte Mancante

Claudio Prandin
Scritto da Claudio Prandin

Un disco necessario che riporta alla memoria una voce splendida scomparsa cinque anni fa

Quando Francesco Di Giacomo ha cominciato a cantare nella prima traccia di questo disco è come se avessi sollevato il telefono e avessi ritrovato la voce di un vecchio amico che dopo tanti anni di lontananza aveva improvvisamente pensato a me e aveva sentito l’esigenza di chiamarmi. Perché questo album che esce a cinque anni dalla prematura scomparsa della mitica voce del Banco è un filo diretto tra lui e l’ascoltatore, un dialogo intimo, affettuoso, nel quale parole come “proteggimi” e “curami” accorciano gli spazi e allo stesso tempo testimoniano la fragilità di questo immenso artista, di questo fine pensatore che non solo canta in modo emozionante ma racconta le sue esperienze e tramanda le sue idee; questo approccio diretto con l’ascoltatore è esaltato anche dal frequente utilizzo del pronome “tu” che coinvolge e crea un legame empatico tra interprete e fruitore.
La componente emozionale è quindi inevitabile di fronte ad un lavoro che riporta alla nostra memoria questa splendida voce e che soprattutto la presenta a chi ancora non la conosce.
I dieci brani sono stati scritti tra il 2004 e il 2012 dallo stesso Francesco di Giacomo che ha scritto i testi e da Paolo Sentinelli che ha composto gli arrangiamenti e lo ha prodotto insieme ad Antonella Caspoli. Gli arrangiamenti sono lontani dal prog rock del Banco; sono sinfonici, basati soprattutto sul pianoforte e sugli archi che conferiscono teatralità e su alcuni sprazzi di elettronica che per ritmo e intensità ricordano Moroder. La voce emoziona, affascina, lascia basiti per la sua bellezza, la sua pulizia e la precisione che l’hanno sempre distinta.
Il disco si mantiene sempre su livelli qualitativi altissimi con alcuni picchi come nella bellissima parte finale di Luoghi comuni (un intarsio strumentale nervoso e stropicciato), nella splendida Il senso giusto e nella delicatissima Insolito dove prevale una toccante vena malinconica. Il testo di Emulla è pura poesia: parla di una scimmia che avrebbe potuto diventare uomo ma ha invece preferito mantenere le sua attitudini animali poiché solo in questo modo può comprendere i segreti della natura, godere appieno della bellezza del sogno e soprattutto recuperare quelle stelle che si sono nascoste sulla terra poiché “spaventate dalla vastità del cielo” e riporle al loro posto con l’aiuto di una fionda. La batteria percussiva al limite della nevrastenia e l’arrangiamento elettronico lo rendono un brano da ascoltare con molta attenzione.
Durante la composizione, Francesco di Giacomo commentò in questo modo il messaggio che avrebbe voluto trasmettere: “Voglio scrivere qualcosa sulla solitudine, ma sulla solitudine interiore, di quella parte mancante che ognuno di noi si porta dentro.”

TITOLO CD
La parte mancante
BAND
Francesco Di Giacomo
ETICHETTA
Sprea Editori
ANNO PRODUZIONE
2019
GENERE MUSICALE
Cantautorato italiano

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Claudio Prandin

Claudio Prandin

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