Recensioni

Francesco Di Fiore – Concerto Ostinato

Fortunato Mannino

“Concerto Ostinato è il mio crossover personale”

Trovare le parole giuste per presentare il nuovo album di Francesco Di Fiore, pianista e compositore palermitano di fama internazionale, non è sicuramente semplice. Spesso dovrò affidarmi alla mera cronaca ma, parlando di Musica che, per convenzione, definiremo classica contemporanea, la cosa è inevitabile o quasi. Il titolo dell’album è Concerto Ostinato e racchiude tre concerti pensati, composti ma non eseguiti da Francesco Di Fiore per clavicembalo, chitarra pianoforte e orchestra. Le composizioni risalgono ad un periodo compreso tra il 2014 e il 2016 e hanno una chiara matrice classica e, in particolare, rinascimentale e barocca. L’Orchestra Filarmonica di Bacau, diretta da Robert Gutter, è quella scelta per accompagnare i tre strumenti solisti.
Il primo dei concerti è quello per clavicembalo, ed è anche quello che dà il titolo all’album. La scelta per l’esecuzione della parte solista è caduta su Steven Devine direttore musicale e tastierista di fama mondiale. Credo che, per quanto ci abbia provato, le parole di Francesco Di Fiore siano le uniche a poter raccontare in maniera breve ed esaustiva questa composizione: Concerto Ostinato è il mio crossover personale: uno strumento antico protagonista di una composizione nuova che si rifà a una forma musicale antica che ha raggiunto il suo apice in epoca barocca, l’ostinato in musica.
Quattro Canti ha come protagonista la chitarra e s’ispira alla celebre piazza ottagonale di Palermo. Tanti nomi e tante caratteristiche per questa piazza barocca, che racconta di un antico splendore. Lapo Vannucci, talento indiscusso e indiscutibile, dà voce alla chitarra e alle diverse visioni che stanno alla base di questa composizione. È, per quel che importa, il momento che ho amato di più.
Tre Paesaggi, concerto per chitarra e pianoforte, ci trasporta, com’è facile intuire, in una dimensione panica. Accanto a Lapo Vannucci al pianoforte troviamo, i cultori del genere direbbero ritroviamo, il maestro Luca Torrigiani. I due artisti, per chi non lo sapesse, non è la prima volta che suonano insieme. Alba, Vette e Maestrale questi i titoli delle composizioni. Per questioni prettamente personali, per i ricordi che mi ha evocato e le, conseguenti, emozioni amo molto Maestrale ma… È una questione personale.
Probabilmente in questo mio scritto ha prevalso, almeno apparentemente, la cronaca che, onestamente, preferisco al tecnicismo ostentato e al sensazionalismo. Ho cercato di dare delle coordinate d’ascolto, ma l’unico modo per poter raccontare un album di questa caratura è abbandonarsi ad esso e lasciar fluire libere dalla memoria immagini e volti. Se poi qualcuno ama il tecnicismo, potrei suggerire di approfondire la parola ostinato o se si ama il sensazionalismo, potrei aggiungere che classico e moderno si fondono in modo mirabile ma…

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