Interviste

Francesca Bono e Vittoria Burattini 

Francesca Bono e Vittoria Burattini esplorano nuove direzioni compositive regalandoci con il secondo album “Ora sono un Lago”

Dopo il disco di esordio “Suono in Un Tempo Trasfigurato” degno di nota, il duo Francesca Bono (vocalist, performer, fondatrice degli Ofeliadorme e membro del collettivo Donnacirco) e Vittoria Burattini (percussionista, batterista eclettica e membro della storica band avant-rock italiana Massimo Volume) esplorano nuove direzioni compositive regalandoci con il secondo album “Ora sono un Lago” – uscito il 6 Marzo 2026 per l’etichetta: Maple Death Records (Audioglobe)paesaggi kosmische, elettronica essenziale e psichedelia oscillatoria. Ne abbiamo parlato qui e ne consiglio vivamente l’ascolto.

Come è nata la vostra collaborazione artistica?

Vittoria: Io e Fra ci conosciamo da molto tempo, abbiamo lo stesso giro di amici, frequentiamo la stessa scena di musicisti e (magari adesso un po’ meno) andiamo più o meno agli stessi concerti. Ci dicevamo sempre che sarebbe stato bello fare qualcosa insieme e l’occasione è arrivata con la commissione che Home Movies fece a Francesca di sonorizzare tre cortometraggi di Maya Deren. Francesca mi ha coinvolto per aggiungere delle batterie, a me il materiale sembrava molto bello e da lì è nato il nostro primo disco. Il resto è andato da sé, abbiamo continuato a suonare il primo disco live e a portare in giro anche la sonorizzazione (due live diversi anche se fatti con gli stessi brani) e ora eccoci qua con l’uscita del nostro secondo disco.

Francesca: La cosa buffa è stata che proprio la sera in cui abbiamo fatto il debutto live alle Serre dei Giardini Margherita di Bologna con la sonorizzazione per Maya Deren, una persona ha sentito il nostro soundcheck e ci ha detto “dovreste assolutamente pubblicare un disco. Chiedete a Maple Death records”. E noi abbiamo pensato che fosse un’ottima idea, anche solo avere un parere ed è così che ho scritto a Jonathan Clancy e lui ci ha sostenute da subito. Il 24 febbraio 2023 è uscito Suono In Un TempoTrasfigurato, il nostro debutto che è stato registrato e prodotto da Stefano Pilia e ha avuto inizio questa avventura musicale.

“Ora sono un Lago” è il vostro secondo disco. Come è stato composto, cosa contiene e quali sono i punti di vicinanza e distanza rispetto al primo album “Suono in Un Tempo Trasfigurato”?

Vittoria: Ora sono un lago nasce in modo molto diverso rispetto al primo disco. È un disco stratificato, composito, fatto di tanti “momenti compositivi”: ovviamente ci sono le idee musicali di Francesca, cose che scrive e compone a casa con il suo armamentario di sinth, effetti, chitarra, voci e suoni vari. Le improvvisazioni in sala prove con me alla batteria; qualche percussione fatta con strumenti-giocattolo dei bimbi di Fra registrate a casa sua, qualche registrazione fatta in un teatro che avevamo a disposizione per qualche giorno, le registrazioni durante dei bellissimi giorni in uno studio sulle colline forlivesi in primavera, uno studio spettacolare da tutti i punti di vista che si chiama poeticamente L’amor mio non muore, infine gli ultimi importanti ritocchi e i mix nello studio di Burro (Francesco Donadello) a Berlino. Vista a quasi un anno di distanza è una storia molto articolata quella di questo disco. Suono in un tempo trasfigurato, che anch’esso per me, aveva la sua magia, è stato registrato in un unico ambiente in presa diretta in due giorni. Lo stile, comunque, non è cambiato molto, siamo noi solo un po’ più “espanse”; cerchiamo di mantenere un certo tipo di atmosfera. Se viene riconosciuta in tutti e due i dischi come simile, come marchio di fabbrica, per me potrebbe essere un bel traguardo.

Oltre ai vostri riferimenti musicali, quali influenze letterarie e artistiche confluiscono nella vostra produzione?

Vittoria: Ascolto sempre tanta musica eterogenea e sono pure vecchietta per essere aggiornata (forse però non lo sono mai stata), ad esempio ho adorato il disco di Billie Eilish che con la musica di BB non c’entra niente. Credo di essere stata molto esposta alla musica contemporanea – di cui ho cercato a modo mio di riprodurre l’eco – avendo ascoltato dal vivo molta della musica che ruota intorno ad Angelica Festival (un festival di musica contemporanea che si tiene a Bologna), ma anche il mio amico Stefano Pilia e i suoi bellissimi lavori, compositori come Steve Reich, Laurie Anderson, Pauline Oliveros, ma anche Max Richter, Glenn Branca, Suzanne Ciani, Luciano Chessa e tanti altri. Credo che entrambe siamo buone lettrici, in particolare per questo lavoro abbiamo letto molta poesia: Patrizia Cavalli, Sylvia Plath. In generale a me piacciono le storie piccole che raccontano storie più grandi, forse mi piace anche ascoltare nella musica cose non troppo pompose, ma invece magari più semplici, che però restituiscono un certo tipo di atmosfera.

Francesca: mi trovo molto in linea con quel che dice Vittoria; anche io spazio molto negli ascolti e vivere a Bologna significa anche avere la fortuna di poter venire a contatto con mondi sonori molto eterogenei. A queste influenze aggiungo il cinema, del quale prima di avere due bimbi mi nutrivo assiduamente e che conto di ricominciare a seguire con più regolarità e l’arte visiva. Ad esempio, non vedo l’ora di organizzarmi per andare a vedere la mostra su Rothko a Palazzo Strozzi a Firenze.

Avete in programma dei live e futuri progetti?

Vittoria: ognuna di noi ha sempre in cantiere dei progetti. Il disco comunque è uscito da poco e le prove del live ci hanno assorbito molto. Stiamo già suonando il disco nuovo, abbiamo in programma delle date per questo inizio estate e poi a luglio. Io in questo periodo sto anche lavorando a una sonorizzazione di due film di Buster Keaton con Corrado Nuccini e Alessandro Trabace.

Francesca: Cercheremo di portare in giro il disco il più possibile, nei contesti più adatti. È nella dimensione live che canalizziamo ancor meglio la nostra energia e abbiamo amato molto suonare il primo disco in tour; quindi, immagino che sarà ancora più bello ora che il nostro catalogo si è arricchito. Per il resto, ho recentemente collaborato con alcune band/artisti in brani di dischi che usciranno tra fine anno e l’anno prossimo e ho in mente di dare un seguito al mio primo disco solista ‘Crumpled Canvas’.

Prossimi concerti:

16/05 Bologna, GEMINI Festival

29/05 Torino, Jazz is Dead

 

 

About the author

Annalisa Michelangeli

Mi chiamo Annalisa Michelangeli, nata a San Severino Marche nel 1982, ma cresciuta in un piccolo paese tra Marche e Umbria, sui Monti Sibillini. Vivo a Macerata. Amo la musica e ogni altra forma d’arte da sempre. Scrivo poesie e di recente ho pubblicato un saggio autobiografico su un mio personale percorso legato alla gestione della fibromialgia. Ho una formazione linguistica e letteraria, possiedo attestati per insegnare yoga per bambini e quello di assistente all’infanzia. Attualmente svolgo attività di docenza d’italiano per stranieri che è il mio ambito di specializzazione e mi appassiona molto. Da molti anni seguo concerti in tutta Italia, in passato con una frequenza maggiore essendo allora più libera da impegni lavorativi e famigliari: sono anche mamma di una bambina di otto anni. Nel 2007/2008 ho frequentato un corso di giornalismo musicale legato a una rivista che si occupava sia di jazz, che di rock. Ascolto soprattutto indie rock inglese e italiano, ma anche cantautori del passato, musica francese, sono curiosa di scoprire gruppi emergenti e nuove sperimentazioni nel panorama musicale.

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