Recensioni

Franca Masu – Cordemar

È la Musica e la Voce di Franca Masu a regalarci un suggestivo squarcio di Mediterraneo e di anima. Cordemar s’ispira al Mediterraneo visto dalle sponde di Alghero e racconta le sue storie nell’antica lingua catalana che ancora si parla nelle vie di Alghero

Sarà perché nella sua misteriosa complessità l’animo umano vi si rispecchia, sarà perché i primi nove mesi di vita li trascorriamo immersi nel liquido amniotico, sarà perché il solo guardarlo nel suo perenne divenire affascina da sempre e per sempre affascinerà, ma il legame tra l’Umanità e il Mare è di quelli che il Tempo non potrà spezzare. Un filo infinito, fatto di miliardi di storie consumate sulle sue rive o sulle onde spumeggianti, lega l’Umanità al Mare.
Storie che del Mare hanno i colori e gli umori, storie perlopiù di gente comune che solo il Mare conosce e custodisce gelosamente. Ma qualcuna si salva perché tramandata di generazione in generazione, altre perché frutto del genio umano che le strappa al Mare e al Tempo e le dona all’umanità. È da millenni, infatti, che l’Arte e la Storia raccontano delle vicende che ci legano al Mare e, oggi, questo lungo racconto si arricchisce di un nuovo capitolo.
È la Musica e la Voce di Franca Masu a regalarci un suggestivo squarcio di Mediterraneo e di anima. Cordemar, questo il titolo dell’album, s’ispira al Mediterraneo visto dalle sponde di Alghero e racconta le sue storie nell’antica lingua catalana, che ancora si parla nelle vie di Alghero e di cui Franca Masu è cultrice. Al di là di questa importante peculiarità, la carriera dell’artista algherese è costellata di successi e premi e, ne sono certo, chi ascolterà quest’ultimo album naturalmente farà un viaggio a ritroso nella sua discografia.
I dieci brani di Cordemar, cinque originali e cinque personalissime e riuscitissime riletture di brani famosi, si snodano come parti di un’unica storia che, in fondo, è quella umana. Una storia fatta di sentimenti che del mare rubano le increspature e che col mare s’intrecciano. Cuore di Mare e Salondra, per immagini e sonorità restano tra le mie preferite, ma è solo una questione personale perché è l’album nel suo insieme ad essere molto evocativo. Il linguaggio musicale è quello del jazz, ma le contaminazioni e i raffinati arrangiamenti ne fanno un originalissimo caleidoscopio di suoni. Chi vive come me sulle sponde del Mediterraneo sa bene che non c’è un tramonto, un’alba che possano dirsi simili e l’ascolto di Cordemar regala la stessa sensazione. Queste righe possono piacere o non piacere, essere credibili o no, ma le parole con cui concludo questa recensione non saranno le mie. Riporto le ultime righe della presentazione che ne fa Paolo Fresu sulla cui autorevolezza nessuno potrà discutere:

[…] È nel medesimo tempo “un vento di primavera che entra dalle finestre e perdona un altro inverno accarezzando l’estate” e un cuore di mare fatto di lacrime e preghiere. Di suoni antichi e nuovi, di partenze e di ritorni al Sud e a un’isola, la Sardegna, che non appartiene a nessuna geografia. Cordemar è una invocazione e un voto. Uno splendido e rarefatto ritratto al femminile che solo una sirena può dipingere.

 

Franca Masu
StudioAlfa Uffico Stampa
WMusic

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Fortunato Mannino

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