Interviste

Federico Aggio

Sono passati trent’anni e la musica è stata una compagna di viaggio che non mi ha mai abbandonato

Una piacevole chiacchierata con Federico Aggio, bassista del progetto Capovilla e i Cattivi Maestri, voce e basso dei gruppi Lucertulas e Morsura. Abbiamo parlato di musica, passioni e altre forme d’arte. Non perdete il 24 maggio il live dei Lucertulas al Locomotiv di Bologna, perché mancavano da un po’…

 Quando e come nasce la tua passione per la musica e cosa essa rappresenta per te?
Avrò avuto quattordici anni, quando verso la fine della prima superiore, il prof di lettere, con cui avevo particolarmente legato, mi fece vedere in aula insegnanti una VHS spedita da un suo amico da Londra. Nel video si agitavano quattro tipi strani con i capelli colorati e dai vestiti stracciati, pieni di borchie e catene: erano i Sex Pistols. Ovviamente ascoltavo già da un paio d’anni punk rock e metal, ma appunto, ascoltavo soltanto, vedere quel video, quella rabbia, quella postura strafottente e quel suono così ruvido mi fece scattare qualcosa. Sembrava veramente liberatorio. Si sa, in adolescenza hai un sacco di energie che non sai dove incanalare, quell’estate trovai un lavoro estivo e a settembre stringevo per le mani la mia prima chitarra elettrica. Sono passati trent’anni e la musica è stata una compagna di viaggio che non mi ha mai abbandonato. Non so cosa sia esattamente, per me è qualcosa di cui sento il bisogno, che devo fare, tutto qui.

Puoi raccontarci dei tuoi progetti musicali Lucertulas e Morsura, quale la loro evoluzione nel tempo?
Mi ricordo la prima volta che vidi i Lucertulas (si chiamavano ancora Super Lucertulas) pensai: che manica di scalmanati e per essere in tre, che bordello che fanno! Al tempo suonavo la chitarra con un gruppo chiamato Monroe e andavo a vedere molti concerti, ne divenni amico. Cominciai a frequentare la scena di Vittorio Veneto dove c’erano un paio di locali che facevano suonare un sacco di band. Ho visto dai Converge agli Arab on Radar, The Locust, Oneida ecc… ma soprattutto gruppi corregionali, come With Love. Poi un giorno Christian Zandonella, chitarrista e fondatore dei Lucertulas, mi contatta chiedendomi se volevo fare una prova al basso perché il cantante bassista era uscito dal gruppo. Non avevo mai preso in mano un basso, ma pensai che suonarlo come una chitarra potesse andare bene tant’era la voglia di provare con loro. Andò bene infatti e dopo decine di prove in scantinati e case di campagna, partimmo a suonare e nel 2007 uscì Tragol de Roval, poi The Brawl nel 2010 e infine nel 2014 Anatomyak. Dopo svariati cambi di formazione decidemmo di fermarci ed è proprio in quel periodo che ho conosciuto Jacopo Pannocchia e Mattia Antonelli, ovvero i futuri Morsura. Suonavano in una band marchigiana, i Taglia Buio. I riff polverosi di Mattia e l’esplosività dietro la batteria di Jacopo mi colpirono molto, non esitai a chiedere di fare una prova assieme. Nonostante la distanza tra Venezia (dove vivo) e Macerata, siamo riusciti a organizzare delle prove. Fin dall’inizio avevamo le idee chiare, anche perché tutti e tre suonavamo già da un bel po’ e l’intenzione era di fare un gruppo con determinate caratteristiche e soprattutto cantato in italiano. Selvatica, il nostro primo disco vede la luce nel 2017. Abbiamo suonato e portato in giro il disco ma purtroppo, come a tutti d’altronde, la pandemia ci ha costretto a uno stop forzato. Abbiamo comunque continuato a sentirci e a lavorare a distanza e proprio quest’anno abbiamo ripreso a suonare live.

 Come hai incontrato i “Cattivi Maestri” di Pierpaolo Capovilla?
Pierpaolo e io ci conosciamo da tanto. Vivendo entrambi a Venezia abbiamo avuto modo di incontrarci spesso negli anni e di diventare cari amici e poi non mi perdevo un concerto di One Dimensional Man e de Il Teatro degli Orrori! Un giorno Pierpaolo mi accennò che stava mettendo in piedi un nuovo progetto e dopo qualche settimana mi fece ascoltare dei provini. La scrittura dei brani mi colpì subito, era qualcosa di diverso da ODM e ITDO, soprattutto a livello di testi. Aveva già contattato Egle Sommacal alla chitarra e Fabrizio Baioni alla batteria. Imparai alcuni brani e andai a fare una prova, guarda caso a Macerata (città di ottimi batteristi a quanto pare!). Andò benissimo, quasi come rivedere dei vecchi amici persi di vista. E così diventati uno de I Cattivi Maestri.

Oltre alla musica, quali altre forme d’arte ti raggiungono nella creazione?
A me piace leggere, leggo soprattutto autori del Novecento, romanzi e racconti brevi per l’esattezza. Sicuramente mi ha aiutato nel creare i testi di Lucertulas e Morsura. A dire la verità ascolto meno musica ultimamente e leggo di più. Leggere mi dà sempre nuovi spunti e idee e quindi sì, direi che oltre a un piacere è proprio utile al processo creativo.

 Progetti imminenti e futuri?
Oltre all’uscita del nuovo disco di Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri (che ancora non abbiamo deciso), il 24 Maggio al Locomotiv di Bologna suoneranno i Lucertulas con alla batteria Roberto Olivotto. Con Morsura stiamo creando del nuovo materiale e nel frattempo sono tornato a suonare la chitarra nel progetto Cathedral of Oxides, duo sperimentale con Jacopo Pannocchia. Insomma, ce n’è da fare!

 

LINE UP Lucertulas:

Christian Zandonella: chitarra

Roberto Olivotto: batteria

Federico Aggio: voce, basso.

 

LINE UP Morsura:

Jacopo Pannocchia: batteria

Mattia Antonelli: chitarra

Daniele Di Marco: chitarra

Federico Aggio: voce, basso.

 

 

About the author

Annalisa Michelangeli

Mi chiamo Annalisa Michelangeli, nata a San Severino Marche nel 1982, ma cresciuta in un piccolo paese tra Marche e Umbria, sui Monti Sibillini. Vivo a Macerata. Amo la musica e ogni altra forma d’arte da sempre. Scrivo poesie e di recente ho pubblicato un saggio autobiografico su un mio personale percorso legato alla gestione della fibromialgia. Ho una formazione linguistica e letteraria, possiedo attestati per insegnare yoga per bambini e quello di assistente all’infanzia. Attualmente svolgo attività di docenza d’italiano per stranieri che è il mio ambito di specializzazione e mi appassiona molto. Da molti anni seguo concerti in tutta Italia, in passato con una frequenza maggiore essendo allora più libera da impegni lavorativi e famigliari: sono anche mamma di una bambina di otto anni. Nel 2007/2008 ho frequentato un corso di giornalismo musicale legato a una rivista che si occupava sia di jazz, che di rock. Ascolto soprattutto indie rock inglese e italiano, ma anche cantautori del passato, musica francese, sono curiosa di scoprire gruppi emergenti e nuove sperimentazioni nel panorama musicale.

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