Recensioni

FBZ: esce “Amore Guerra”

Scritto da Red

Come raccontare un disco che vive di solo gusto per quella surreale visione che va dal suono della voce al dialogo bizzarro tra parole e melodie? Come cesellare dietro una normalissima recensione quello che questo disco forse non riesce del tutto a fare neanche dopo aver dipanato con guizzo geniale e con una fatica concettuale 10 nuove canzoni che, con umile conoscenza, penso di non aver mai sentito a spasso per la scena più o meno nota della canzone d’autore italiana?
Ci proviamo…consapevoli di cadere nel banale. FBZ, ovvero Fabrizio Tundo, pubblica questo terzo disco dal titolo “Amore Guerra”. L’idea di base è semplice: 5 brani d’amore e 5 di guerra. Il tutto si convoglia nel concetto di far guerra con l’amore. L’individualità e le scelte di ognuno governano il divenire di tutta l’intera società moderna. FBZ lo sa bene e ce lo canta con una voce non troppo intonata e neanche troppo lineare che gioca e si prende in giro da se, fa “la scema” e se la tira, che ostenta appena le rotondità delle vocali e taglia di netto gli spigoli delle consonanti. Quando suona “Scacco Matto” siamo nel pieno di una sigla da cartoni animati…bellissima metafora di vita e di quotidianità…il primo brano “S’i’ fosse foco” corredato anche di video ufficiale, solo per questa volta viene in aiuto a FBZ un testo antico di Cecco Angiolieri: il risultato è una ballata quasi rock, quasi popolare, quasi pop, quasi americana…Ma andando oltre il disco si svolge in un surrealismo che richiama quasi i cartoni alla Tim Burton attraverso suoni acustici che la fanno da protagonisti su arrangiamenti elettrici. Bellissima “Leopardi e la Luna” che si apre con un pianoforte romantico ed eterno…e così a scendere incontrando brani troppo lunghi ed impegnativi come “Schizofrenia” o “Veleno blu” che alla lunga rischiano di annoiare…ma il vertice di tutto il disco, personalmente lo scopro in chiusura con la meravigliosa “Cielo” con il suo scenario notturno ipnotico e spettrale…e poi a chiudere l’incredibile “Odio il purè” che a guisa di filastrocca ironica e demenziale nasconde tra le righe significati di vita importanti e che ognuno può sagomare a proprio piacimento e bisogno. Insomma questo “Amore Guerra” non ha un dizionario facile da gestire, non ha troppe cose conosciute a cui appigliarsi e restituisce forte la sensazione di star davanti un’opera che richiede e pretende tanti e tanti ascolti prima di aprire bocca. A noi l’arduo compito di aprirla troppo velocemente…in punta di piedi scrivo quello che penso di getto…chiudo con la promesso di premere play ancora e ancora…

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