Sound&Vision

Fanfara Station @ Jazzaltro

Erminio Garotta
Scritto da Erminio Garotta

La musica dei Fanfara Station apre le porte ad un sound africano, mistura di colori medio orientali e tunisini, e nel contempo le elettroniche aprono le porte all’Europa e alle Americhe

JAZZaltro non smette mai di stupire.
Abbiamo fatto due chiacchiere con Mario Caccia, patron di Abeat records e direttore artistico di Jazzaltro.
“Abbiamo deciso di partire con il nostro festival, perché ci è parso che tutto (riferito allo spettacolo e a chi organizza) fosse in una sorta di bolla, dove tutti aspettano che succeda qualcosa. Così non funziona, siamo partiti, non nascondo con mille problemi e mille paure, con un muro di servizio pubblico che è diventato molto fiscale e molto dubbioso, anche loro rischiano il penale, ma si parte. Poche persone molte raccomandazioni”
La ricerca della musica “del” mondo, che è la sfida di Jazzaltro porta sempre a grandi risultati.
Nella bella villa Restelli, ad Olgiate Olona, ci accolgono i ragazzi della comunità di Efraim, un simpatico chiosco che distribuisce gelato (no, non gratis!!) Un chiosco che confeziona mascherine ed un chiosco rappresentativo di Slow Food. La musica dei Fanfara Station apre le porte ad un sound africano, mistura di colori medio orientali e tunisini, e nel contempo le elettroniche aprono le porte all’Europa e alle Americhe.
Fiati, percussioni, elettroniche, voce che porta alla luce la storia della terra africana
Marzouk Mejri, voce, percussioni, strumenti vari a fiato, ci porta in atmosfere dai colori caldi e avvolgenti, forse un poco grezzi, terrosi, ma molto legati alla tradizione. Con lui, a condividere questa atmosfera, Charles Ferris, trombettista americano che con gli strumenti a fiato alimenta la Fanfara, e con tutto questo “girar” di note analogiche ed elettroniche il gruppo ha la necessità di una regia, Ghiaccioli e Branzini ne è il cuore pulsante.
E’ stata una serata importante, Jazzaltro ha scommesso sulla partecipazione responsabile, con una organizzazione precisa e con il rispetto delle regole imposte, Molti importanti festival ed eventi hanno preferito rimandare: il “nostro” festival sull’asse della “route 66” italiana è ripartito e ne vedremo delle belle.
Un grande ringraziamento a Mario Caccia, direttore artistico, che ci accoglie sempre con grande disponibilità, alla Abeat records, e a tutti i musicisti.

Articolo e Foto di Erminio Garotta

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