Recensioni

Fabio Zuffanti – In / Out

Fortunato Mannino

Fabio Zuffanti avrà il suo posto tra gli album più belli del 2019

Che l’umano vivere sia una solitudine necessariamente avvezza al compromesso credo non sia mai stato in discussione. Basterebbe rileggere i miti antropogonici di ogni latitudine per avere contezza di quanto affermato. L’Uomo è un’eccezione nel mondo naturale che, teoricamente, non dovrebbe neanche esistere. Per sopravvivere abbiamo bisogno di tutto e soprattutto dell’Altro, ma a separarci dall’Altro c’è spesso un abisso di valori etici e morali. I rapporti quotidiani, dunque, si basano spesso su tanta ipocrisia e qualche affinità. Differente, purtroppo, è diventato il rapporto d’amore. I tempi sono cambiati e quella che dovrebbe essere la naturale fine di un percorso si trasforma in tragedia umana e sociale. Lontanissimi, dunque, dal meglio lasciarci che non esserci mai incontrati di deandreiana memoria. L’uomo è rimasto ancorato ad un anacronistico maschilismo e la donna è diventata la cartina di tornasole del suo fallimento. L’amore si distorce in possesso e violenza cieca, che non risparmia niente e nessuno. Un odio alimentato anche dall’uso distorto dei social, che portano ad immaginare e fantasticare sulla vita dell’altro, e dall’uso improprio delle chat telefoniche, che si trasformano in strumento di persecuzione. Che si tratti di vere e proprie patologie non lo dico, ovviamente, io.
Nel frattempo, le leggi promulgate non tutelano nessuno e la vita spezzata di una donna non vale che qualche anno di galera salvo amnistie o vizi procedurali. I media, con i loro cinici programmi spazzatura, forgiano giudici da salotto e lucrano sul dolore altrui. E se le morti non bastassero, diciamo anche che la violenza domestica, denunciata e non, è anche più inquietante. Il problema vero è che ci stiamo un po’ tutti abituando a questa terribile normalità. Uno sproloquio dirà qualcuno. Una lunga ed inutile introduzione ad un album di canzoni dirà qualcun altro. Mi rendo conto che i ma i forse e i perché andrebbero esposti meglio, ma per quanto lunga la premessa, pur sempre di premessa si tratta.
Al lettore chiedo scusa, ma un Album di Canzoni non è mai solo un album di canzoni né può essere solo Musica. È lo sguardo dell’Artista sulla società e il suo scopo non è solo quello meramente artistico, ma anche quello di veicolare un messaggio. In / Out di Fabio Zuffanti affronta con grande eleganza un’urgenza sociale ed è giusto, nonché rispettoso verso l’Artista, che chi scrive esprima la sua opinione e le sue sensazioni in merito, altrimenti avrei copiato, semplicemente, il comunicato stampa.
Fabio Zuffanti non è un nome nuovo per i lettori di SOund36, visto che nel 2014 abbiamo segnalato La Quarta Vittima come uno degli album più belli dell’anno. Ma al di là di quelle che sono le nostre valutazioni, il bassista genovese è considerato, a ragione, uno dei Maestri del Prog – Rock italiano e i suoi innumerevoli progetti e collaborazioni lo dimostrano ampiamente. Ha curato anche una importante biografia, oserei direi miliare, di Franco Battiato (La voce del padrone, Arcana editrice). Un Battiato omaggiato già con l’album La Foce del Ladrone del 2011, un Battiato presente per sonorità e scrittura anche in In / Out. Le tematiche dell’album, il cui titolo completo è In / Out o fine di un Amore, sono anticipate dall’elegante copertina: su uno sfondo nero campeggia un metronomo distrutto, non mi dilungo sull’evidente similitudine e, all’interno, quelli che sembrano acquarelli ritraenti finestre che si aprono su altre case o sulla strada o su un panorama cittadino. È proprio nelle case, in quelle case dove sembra dominare un’apparente normalità, che si consuma la violenza.
Sia l’edizione in vinile che quella in cd sono molto eleganti. Il disco si apre con quello che considero il brano più bello e significativo dell’album Ascoltate attentamente perché sono cambiate le nostre opzioni. Zuffanti ci ricorda che niente è immutabile e che tentare di cristallizzare tutto, compreso un sentimento, non è possibile, come non è possibile fermare il tempo o cambiare la realtà. Le simbiosi sono merce rara e quando la vita impone delle scelte, quelle scelte non sono quasi mai le scelte dell’Altro. È il momento in cui le due strade si separano e le due vite dovrebbero proseguire il loro viaggio, custodendo ciò che di buono c’è stato e se l’amore non c’è più che ci sia almeno il rispetto. Ma il rispetto non è il tema dell’album e anche nella realtà è spesso utopia. A vincere è il rancore e negli ultimi versi del brano, che fanno da preludio alla vicenda, si può ascoltare la parola pazzia.
Zuffanti racconta l’Amore Malato e lo fa attraverso immagini solo all’apparenza delicate, la forza delle parole apre squarci in una realtà che spesso facciamo finta di non vedere. Nella Musica e nella Scrittura riecheggia, oltre al già citato Battiato, Lucio Battisti ma, al di là delle citazioni stilistiche, c’è tanto del genio di Fabio Zuffanti. Un album che attinge dal passato ma suona estremamente moderno e attuale.
Un album che possiamo definire Prog, ma nella sua accezione più moderna e sperimentale, che è quella che Zuffanti predilige e porta avanti. Ho scritto troppo, ma trattandosi di un album molto bello e impegnato che, sicuramente, avrà il suo posto tra gli album più belli del 2019, era doveroso.

About the author

Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi