Recensioni

Fabiana Martone – Memorandum

Fortunato Mannino

Fabiana Martone è jazz con i colori del Mediterraneo

Quando si parla di Musica Napoletana il pensiero corre, quasi inevitabilmente, agli estremi: la Musica che ha fatto la Storia e quella che è lungi dal farla ma che, purtroppo, ha un largo seguito. Esiste però un’attualità e una realtà musicale a Napoli che è tutt’altro da sottovalutare e che merita di essere approfondita e sostenuta. Una realtà fatta di compositori e cantanti, che alla tecnica pura uniscono qualcosa che il jazz, per sua natura, non ha: i colori del Mediterraneo. Il Mediterraneo è il mare attorno al quale nascono e s’incontrano diverse culture e, musicalmente parlando, possiamo parlare di contaminazione. Un esempio fulgido di quanto detto è l’ultimo album di Fabiana Martone, una delle voci più belle di quella Napoli che ci piace ascoltare e proporre. Artista poliedrica, ha coltivato da sempre la passione per il canto jazz, gospel e folk e oggi, non a caso, lo insegna e si esibisce nei più importanti festival nazionali e internazionali. Nel suo curriculum impossibile non notare anche una collaborazione in veste di attrice al fianco di Carlo Croccolo. Il suo ultimo album s’intitola Memorandum ma… non è solo un album. Se optate, infatti, per una copia fisica, vi troverete di fronte ad un prezioso art book realizzato da dieci artisti. Il formato è quello del 45 giri e all’interno ogni canzone ha una sua opera d’arte che lo accompagna, scelta artistica, culturale ma anche ambientale. Memorandum è, nella sua traduzione dal latino, ciò che si deve ricordare e l’intero album è teso a cristallizzare le sensazioni, i sentimenti, le emozioni che il giorno regala. È concepito come una sorta di poemetto e le singole canzoni scandiscono i momenti e i luoghi dalla giornata a partire dal Mattino per finire nei Sogni Belli e Brutti. Fabiana Martone racconta un po’ di sé e del suo mondo e lo fa non solo attingendo alle sue peculiari doti artistiche, ma coinvolgendo nel progetto grandi musicisti. Il brano a cui mi sento più vicino è La Quadratura Della Luna che fa parte de La Notte Insonne e racconta del passeggiare notturno per le strade silenziose della città, delle riflessioni che danno la dimensione del sé e, come per lei anche per me, il rumore del mare fa da sottofondo.

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