Recensioni

Empatee du Weiss – Old tricks for young dogs

disco vario, piacevole, stimolante, facile all’ascolto ma certamente non banale e pieno di groove, di ritmi, e di atmosfere melodiche

E’ il classico prodotto indie che raccoglie al suo interno una molteplicità di influenze, suggestioni e tendenze musicali di tipo diverso. Il terzo disco degli Empatee du Weiss, Old tricks for young dogs (bizzarra titolazione che suona come “vecchi scherzi per giovani cani”) è disco vario, piacevole, stimolante, facile all’ascolto ma certamente non banale e pieno di groove, di ritmi, e di atmosfere melodiche che non sfigurerebbero come colonna sonora di un ipotetico remake di qualche noir americano degli anni quaranta.
Ci è parso, il disco di cui si parla, un ottimo compromesso tra sperimentazione e voglia di intrattenere. Sette lunghi brani per una cinquantina di minuti di buone vibrazioni sonore: Old tricks for young dogs si presenta principalmente come il risultato di un lavoro d’orchestra omogeneo e ben assemblato. Ottimi gli inserti affidati di volta in volta ai fiati o alla chitarra elettrica. Qua e la, in modo misurato e discreto, fa capolino anche l’elettronica.
L’ ensemble emiliano degli Empatee du Weiss nasce nel 2010 e vede impegnati Davide Ferretti alle percussioni, Matteo Ranellucci alle tastiere, Daniele Rapisarda alla tromba, Daniele Nasi ai sax (contralto e tenore), Andrea Calcagnini alle chitarre, Samuele Riva al basso elettrico e al violoncello, Manuel Caliumi ai sax (tenore e soprano).
Nelle sette tracce del CD il gruppo sembra aver operato come in una sorta di laboratorio di suoni che sono stati combinati, miscelati e distillati in un infuso sonoro attualissimo, corposo e fresco, originale, accattivante, eseguito con una discreta dose di maestria. Si diceva qualche riga fa della varietà di influssi che il disco degli Empatee du Weiss accoglie in se: Old tricks for young dogs appare come un pastiche che vede giustapposti il jazz orchestrale classico di Ellington e Basie, il be-bop di Parker, il jazz – rock di estrazione davisiana, lo ska dei Madness e poi ancora reggae, rock, rap e finanche abbozzi di musica balcanica. Al di la di tutto, dai solchi trasuda una grande passione per la musica e, da parte dei musicisti, un vasto e stratificato repertorio di ascolti.

Tracklist
Sounds for Marcos
Grooviere
Moleman
Shut up!
Diavolo in Levare
Eating peanuts (in the king’s face)
Young Dogs’ Boogie

About the author

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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