Un silenzio carico di attesa ha accolto Edoardo Leo l’8 novembre sul palco del Teatro Politeama “Mario Foglietti” di Catanzaro, per celebrare la XXII edizione del Festival d’Autunno. L’attore e regista, versatile e intenso, si è presentato davanti a un pubblico numeroso senza artifici: un leggio, alcuni libri, lavagne e la sua voce. Accanto a lui, Jonis Bascir ha tessuto un dialogo musicale discreto e avvolgente, facendo vibrare le parole tra ritmo e intimità.
Ti racconto una storia: memoria e emozione condivisa
Lo spettacolo Ti racconto una storia non segue una trama lineare, ma punta a un obiettivo chiaro: trasformare esperienze, letture e pensieri in un’emozione condivisa. “Il ricordo non è semplice archeologia: è sceneggiatura. Si reinventa, si riscrive, proprio come accade nella vita”, sottolinea Leo. In queste parole si rivela la sua visione: la memoria diventa viva, dinamica, capace di generare empatia e partecipazione collettiva. Leo alterna momenti di leggerezza, malinconia e introspezione, narrando il mestiere dell’attore, i rapporti con il pubblico e la forza degli aneddoti, tra mezze verità e esagerazioni calcolate. Ricorda con affetto il nonno, primo grande narratore della sua vita, capace di arricchire le storie con dettagli inventati ma irresistibili. Fa riferimento a grandi autori come Alessandro Baricco, Gabriel García Márquez e Mark Twain, ognuno con la propria concezione di narrazione.
Satira, ironia e memoria come luce
Tra i momenti più divertenti, Leo evoca la leggenda della falsa voce nel suo curriculum all’Accademia “La Scaletta” di Roma e rende omaggio a Gigi Proietti, che gli insegnò come una barzelletta possa cogliere in un attimo l’animo umano. La commedia diventa così cultura: l’ultimo raggio di luce prima del buio, uno strumento per resistere e riflettere attraverso il sorriso. L’artista non manca di accennare anche a drammi contemporanei, come il genocidio palestinese, ricordando che la memoria, la narrazione e la cultura rappresentano armi essenziali contro l’oblio e l’indifferenza.
Le storie che sopravvivono
Ricordi intensi affiorano nella sua infanzia: un’estate piovosa in macchina con lo zio, mentre suonava Nebraska di Bruce Springsteen, a soli 11 anni, rivelandogli il potere delle storie vere. Da allora, ogni volta che sale su un palco, percepisce quella “lama” nella mente: segno che le storie autentiche rimangono e continuano a vivere.
Durante lo spettacolo, Leo improvvisa, dialoga con il pubblico, accoglie l’imprevisto: due bambini, Luciana e Walter, diventano parte dello show, confermando che il teatro nasce dall’incontro con la vita quotidiana e dalla condivisione.
Festival d’Autunno: innovazione e tradizione
In un clima di gioia e partecipazione, Antonietta Santacroce, direttrice artistica del Festival, ha consegnato a Leo il Cavatore d’Argento, simbolo di Catanzaro e della tenacia dei suoi abitanti, opera del maestro orafo Michele Affidato. Santacroce ha ricordato come la XXII edizione del Festival “CambiaMenti. Linguaggi senza tempo” abbia celebrato il dialogo tra tradizione e innovazione, intrecciando linguaggi artistici diversi in un confronto tra passato e futuro.
La rassegna, tra agosto e novembre, ha proposto dieci prime nazionali, dalla danza classica di Romeo e Giulietta alle visioni contemporanee di To my skin e Cosmos, dal musical I tre moschettieri – Opera pop al jazz di Paolo Fresu con Petra Magoni, fino al pop di Maurizio Repetto e Alice e alle performance travolgenti di Arianna Safanov ed Edoardo Leo. Grazie al sostegno di Regione Calabria, Comune di Catanzaro, Camera di Commercio, Fondazione Carical e partner privati, il festival ha dimostrato che la cultura non ha confini temporali.
La cultura come faro nella notte
La testimonianza artistica e umana di Edoardo Leo invita a riscoprire il piacere eterno del racconto. La cultura, e in particolare la commedia, si conferma l’ultimo raggio di luce prima del buio, un presidio di libertà, un mezzo per affrontare le ingiustizie e la dimenticanza. Raccontare, ridere e riflettere: queste sono le luci che ci permettono di vedere il mondo con maggiore chiarezza, anche nei momenti più difficili.
Per le informazioni e le fotografie si ringrazia:
L’UFFICIO STAMPA DEL FESTIVAL Giuseppe Panella e Claudia Fisciletti e la social media manager Anna Trapasso.

