Recensioni

Earthset – L’Uomo Meccanico

Fortunato Mannino

Gennaio è, dal punto di vista musicale, per me il mese bifronte: recupero l’ascolto di ciò che per motivi di tempo è rimasto sospeso nel 2019 e, contemporaneamente, guardo a quelle che sono le nuove uscite. Oggi lo sguardo è rivolto al futuro prossimo, ovvero, al 31 gennaio: data in cui verrà presentato L’Uomo Meccanico degli Earthset. Un progetto di quelli che adoro, perché interseca un altro meraviglioso mondo: il Cinema.
Non è la prima volta che presento una colonna sonora moderna pensata per un film muto dei primi anni del ‘900: ricordo, infatti, Hexen e White Zombie di Paul Roland e Berlin 1927 della band belga We Stood Like Kings, ma è la prima volta che presento una band italiana. E non mi stupisce molto che siano proprio gli Earthset ad aver portato avanti un progetto simile. Qualche anno fa li incontrai ed ebbi modo di apprezzare non solo il loro sound, ma anche lo spessore umano e culturale che, in questi casi, fa la differenza.
La Cineteca di Bologna, infatti, non solo ha accordato loro l’assenso di portare in tour il progetto, ma ne è diventata partner e ha prolungato la collaborazione per il 2020. Di cosa si tratta? Diciamo, innanzitutto, che L’Uomo Meccanico è un film italo-francese risalente al 1921, scritto e interpretato da Andrè Deed. Il film, peraltro scorciato dalla censura, è quanto resta di una trilogia fantascientifica di cui costituiva il secondo episodio. Il primo, di cui sappiamo con certezza l’avvenuta proiezione, s’intitola Il Documento Umano risulta disperso; il terzo Gli strani amori di Mado, probabilmente, è rimasto solo nella fase progettuale.
De L’Uomo Meccanico è rimasta un’unica copia, come detto (malamente) censurata, ma quel che resta ci restituisce frammenti di una creatività non dissimile da quella moderna: la lotta tra il bene e il male, robot fantascientifici capaci di salvare come di distruggere il mondo, la descrizione di apparecchiature futuribili. Tutti aspetti che hanno un unico obiettivo: proiettare lo spettatore in una dimensione fantastica. Ho evitato di entrare nei dettagli del film che, al momento è il primo film di fantascienza / horror prodotto in Italia, perché ne consiglio vivamente la visione. Eccelso, come sempre, il lavoro di ricerca e restauro operato dalla Cineteca di Bologna, che restituisce al Mondo un patrimonio che l’incuria, la dimenticanza e, soprattutto, l’infiammabilità delle pellicole al nitrato ha decimato. Il restauro fatto su Metropolis di Fritz Lang, giusto per fare un esempio universalmente conosciuto, è stato semplicemente fantastico.
Il cinema degli albori, si conferma, uno dei filoni culturali più ricchi e affascinanti. Non meno affascinanti le immagini sonore che gli Earthset hanno creato intorno alle sequenze visive. Una lunga suite che sublima le peculiarità sonore della band, psichedelia, post rock, noise. Una suite che, soprattutto, ci restituisce una band matura, che ha saputo osare e che oggi porta la sua Musica in Europa e firma album di questa caratura.
Il Cd, in edizione limitata, verrà rilasciato via Dischi Bervisti e Koe Records e verrà presentato il 31 gennaio a Roma all’interno della Salle du Cinéma dell’Institut Francaise Centre Saint Louis.

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